Sostieni il canale
1.534 di 2.000 sostenitori questo mese 76%
Dona
Salta al contenuto principale

Visione TV

a
Notizie1 Giugno 2022

Stupri nel metaverso: la nuova frontiera della molestia, o reale confuso con virtuale?

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza il fenomeno degli stupri virtuali, evidenziando la dissociazione tra realtà e virtualità. Si discute anche delle implicazioni sociali e psicologiche di tali eventi, che pongono interrogativi sulla nostra percezione della realtà.
Punti chiave
  • Lo stupro virtuale è un fenomeno in crescita nel metaverso.
  • La ricercatrice vittima racconta un'esperienza traumatica su Horizon World.
  • La dissociazione tra corpo reale e avatar è un tema centrale.
  • Il virtuale sta influenzando le emozioni e le interazioni umane.
  • Si parla di un salto antropologico preoccupante nella nostra società.
L'articolo

Assistiamo sgomenti e impotenti a una nuova evoluzione del nostro mondo orwelliano: lo stupro virtuale. Una ricercatrice ha denunciato di “essere stata condotta in una stanza privata e violentata” sulla piattaforma Horizon World appartenente al gruppo Meta. E non è nemmeno il primo caso su Horizon World. Abbiamo ad esempio quello della psicoterapeuta londinese Nina Jane Patel che sostiene di essere stata “accerchiata da avatar maschili che l’hanno sottoposta a una violenza di gruppo” a dicembre 2021.

La ricercatrice vittima dello “stupro” più recente racconta invece ci fornisce un racconto ricco di dettagli che, senza sminuire lo shock, sono più interessanti della “violenza in se stessa”. Ecco i particolari. “È successo tutto così in fretta che mi sono sentita come dissociata. Una parte del mio cervello si chiedeva cosa diavolo stesse succedendo, un’altra diceva che quello non era il mio corpo reale”. Ecco il punto: non era il corpo reale. Altro particolare che emerge dal racconto della donna: un avatar era lì a godersi lo stupro “bevendo vodka virtuale”. Che sapore può avere una vodka virtuale?

Pubblicità

Internet non è né buono né cattivo: è uno strumento. Usato correttamente può portare l’utente all’accesso ad una serie di informazioni difficilmente raggiungibili solo grazie a libri e giornali. Ma il lato oscuro è questo: la dissociazione dalla realtà.

Di certo i fatti accaduti non sono “meno gravi” di uno stupro reale. Quello che emerge è che certamente quelle persone che hanno usato avatar per far violenza ad una donna hanno rivelato la loro parte più profonda: lo avrebbero fatto davvero se non avessero avuto timore di un’incriminazione nella vita reale. Dall’altra parte però non possiamo non notare la “dissociazione” tra vita reale e vita virtuale. Il rischio di considerare il virtuale più “reale” del reale.

Tutto questo lo stiamo già sperimentando con la censura su Facebook che applica al virtuale “sanzioni” della vita reale. Ma il salto che stiamo vedendo è enorme. Si arriva a parlare di “vodka virtuale” e di “stupro virtuale” oltre che di “sesso virtuale”. Di fatto fantasie che avvengono tramite gli avatar, termine ripreso dell’Induismo che indica le incarnazioni del dio Visnu ma che ora indica delle riproduzioni virtuali di persone reali.

“Voglio restare qui/chiuso nella mia stanza/dita abili per/accarezzare i tasti/come corrono/più svelte che/datemi un illusione/gode così/la mia generazione, ma/voglio bruciare la voglia che è dentro di me” questo il testo di un brano dimenticato ma profetico dei Timoria uscito nel 1995 ma intitolato “2020” (è abbastanza impressionante anche l’indicazione dell’anno, quello del fare tutto a distanza) in cui si immagina il sesso telematico. Ecco, ci siamo arrivati, e proprio negli anni ’20 del XXI secolo.

Siamo quindi arrivati al “crimine virtuale”. E siamo certi che il trauma sia reale. Ma questo significa che oramai la nostra realtà è stata dissociata e, come moderno don Chisciotte telematici, non siamo più in grado di distinguere reale da virtuale, i mulini a vento dai giganti.

E anche le nostre emozioni stanno diventando virtuali. Un salto antropologico molto preoccupante che viene implementato da queste multinazionali dell’illusione. Oramai sono comuni le persone che non interagiscono con l’interlocutore reale davanti, ma stanno chine a interagire con un avatar. Questo, sta diventando il vero oppio dei popoli.

ANDREA SARTORI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV. E per aiutarci a sostenere le spese per un’informazione di qualità, cliccate qui: anche un piccolo contributo è importante!

Visione TV
AUTORE
Visione TV
Visione Tv nasce per difendere la libertà di pensiero e di espressione oggi più che mai minacciata dal pensiero unico imposto da un sistema mediatico prevalente che ha perso il senso del limite e della misura
★ Sostieni il giornalismo indipendente

Hai trovato valore in questo video?
Aiuta a tenere viva questa voce indipendente.

Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.

★ Diventa sostenitore
📚 Lettura consigliata · Visione Editore
Parole Avvelenate - Visione 11/2024
Parole Avvelenate - Visione 11/2024
Perché leggerlo: Il libro affronta la cancel culture e l'ideologia woke, temi legati alla dissociazione tra realtà e virtuale, rilevanti per il fenomeno dello stupro virtuale.
Scopri il libro →

Discussione

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Geopolitica e informazione libera. Una televisione indipendente sostenuta da chi la guarda.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Sostieni Visione TV