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Notizie17 Maggio 2022

Stop the Treaty: l’OMS vuol gestire la sanità mondiale al posto dei governi

Di ·450 contenuti pubblicati
Martina Giuntoli analizza il trattato dell'OMS per la gestione delle pandemie, evidenziando i rischi per la democrazia. Si discute anche dell'influenza di Big Pharma e della necessità di un referendum popolare.
Punti chiave
  • L'OMS propone un trattato per la gestione delle pandemie.
  • Il Consiglio Europeo ha avviato le negoziazioni nel marzo 2022.
  • Christine Anderson avverte sui rischi di perdita di potere democratico.
  • Una petizione in Gran Bretagna chiede un referendum per il trattato.
  • Il 80% del finanziamento dell'OMS proviene da Big Pharma.
L'articolo

Forse non é cosa molto nota ai più, ma dal 22 al 28 maggio, presso le Nazioni Unite nella loro sede di Ginevra in Svizzera si terrà un’assemblea dell’OMS che vedrà partecipare tutti i suoi delegati e durante cui si discuterà e si deciderà su una delle faccende più importanti e controverse di sempre.

Era il 1° dicembre 2021 quando nel silenzio generale il parlamento europeo dà formale notifica che gli stati membri dell’OMS hanno raggiunto il consenso sulla redazione di un testo scritto, una convenzione, o trattato, o ancor meglio protocollo, che dovrebbe servire per la gestione comune in caso di pandemie o altra diffusione di patogeni al fine di ottimizzare la sicurezza globale, valutare misure unitarie di intervento, definire le strategie vaccinali e molto molto altro.

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Nel comunicato ufficiale del parlamento tuttavia si questiona la cosa e infatti si legge anche che questo approccio globalista ha già in nuce diversi punti deboli che si sono evidenziati in tutta la loro semplicità durante la pandemia da Covid-19, come ad esempio la violazione estesa e pervasiva di diritti fondamentali dell’individuo, nonché, la continua necessità da parte degli organismi sovranazionali (l’OMS ne é un fulgido esempio) di creare escamotage per bypassare il cittadino e la sua possibilità di auto determinarsi.

Il Consiglio Europeo ha poi invece deciso di dar il via libera alle negoziazioni in data 3 marzo 2022 ed ha tracciato anche una breve ma significativa calendarizzazione nel caso in cui l’iter venga seguito ed approvato in tutte le sue fasi, il cui obbiettivo finale viene comunque inesorabilmente fissato con l’implementazione del trattato nel 2024, a soli due anni a partire da adesso.

Prima che questo avvenga, tuttavia, l’ostacolo più grande alla nascita dell’International Treaty é l’assemblea a Ginevra di fine maggio, visto che gli stati membri potranno discutere in quella sede, e solo in quella sede, gli eventuali emendamenti, ovvero le modifiche che i rappresentanti ritengono opportuno apportare al protocollo in discussione.

Il tam tam sui social é stato lanciato con l’hashtag #stopthetreaty e se ne trova ampia diffusione su Twitter. In un accorato appello l’eurodeputata Christine Anderson  letteralmente implora i colleghi di non lasciare che venga strappato così dalle loro mani  il potere che i cittadini hanno loro dato e per il quale li hanno votati. “Dovete riuscire a dire di no ed opporvi con tutte le vostre forse a quello che l’OMS vuole che facciamo, ovvero metterci da parte”, continua la donna.

Infatti, mai come oggi la democrazia, i parlamenti, le libere elezioni paiono più un intralcio che un’opportunità, secondo quell’ormai noto copione che vede la regia di organismi non eletti che decidono e dispongono della vita di milioni (se non miliardi) di persone secondo criteri che non dipendono dalla determinazione libera dell’individuo.

Ed é proprio questo il punto, nonché il principale pericolo.  Attraverso un trattato come quello che l’OMS ha in mente, di fatto si potrebbe infatti concretamente rischiare di consegnare il mondo intero nelle mani di un governo unico centralizzato costituito da globalisti, affaristi e tecnocrati fino a data da destinarsi, segnando fattivamente il definitivo tramonto dei valori democratici dell’Occidente. Il pericolo é che proprio sotto le mentite spoglie della ennesima pandemia, si creino perenni condizioni per tenere i cittadini (del mondo) intrappolati in norme, obblighi, divieti, come quelli raccontati nelle peggiori distopie del secolo scorso, senza che gli individui possano fare appello ai propri stati che hanno nel frattempo delegato l’OMS alla gestione e della prevenzione sanitaria.

E così stando le cose, nessuno potrebbe impedire all’OMS di passare di pandemia in pandemia, visto che il concetto stesso di pandemia é stato appositamente rivisto e corretto proprio in occasione del Covid-19.  Secondo la definizione dell’Oms, una pandemia è la diffusione in tutto il mondo di una nuova malattia e generalmente indica il coinvolgimento di almeno due continenti, con una sostenuta trasmissione da uomo a uomo, ma, cosa importante, non riguarda più la mortalità. 

In Gran Bretagna é stata creata una petizione che chiede che non si firmi alcun trattato a meno che non sia espressa volontà dei cittadini, da verificarsi quindi e certificarsi attraverso un democratico referendum. In pochissimo tempo la petizione ha raggiunto un elevatissimo consenso e quindi la questione si é qualificata come ordine del giorno in una seduta del parlamento.

Quello che sconvolge di tutta questa vicenda, a parte l’ovvia e colpevole riluttanza dei media main stream  a trattare l’argomento, é come in realtà nella schedule che i vari organismi sovranazionali il trattato sia dato già per fatto e si parli soltanto di come verificare che il lavoro proceda, se vi sono intoppi di alcun genere o ritardi da dover gestire. L’agenda é fin troppo chiara, la scansione delle tappe anche. E come sempre a spingere la macchina vi sono in prima linea gli interessi di Big Pharma. Se infatti nel 1948, all’indomani della sua creazione l’OMS era sostenuto con i fondi statali, oggi solo il 20% del suo apporto economico arriva dai governi, il restante 80% viene dalle case farmaceutiche e dai fondi privati.

E si sa, soldi e potere, almeno per adesso, governano letteralmente tutto il mondo.

MARTINA GIUNTOLI

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