Gli Stati Uniti d'America sono profondamente divisi, incapaci di recitare un ruolo da protagonisti nello scenario geopolitico contemporaneo. Biden è un presidente senza carisma e senza consensi, pronto a lasciare a breve le leve del potere. Come cambieranno gli equilibri globali con il ritorno di Trump? Ne parliamo a "Dietro il Sipario" in compagnia di Simona Mangiante, Andrea Zhok e Umberto Pascali
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Il contesto politico americano si presenta sempre più frammentato e conflittuale, con il presidente Joe Biden che sembra incapace di esercitare un reale potere e di ottenere consensi. La sua amministrazione è percepita come debole e poco carismatica, in netto contrasto con il precedente governo di Donald Trump, che continua a influenzare la scena politica anche da fuori. Sondaggi recenti indicano un calo costante del gradimento di Biden, il quale non è mai riuscito a conquistare il cuore della maggioranza degli americani, alimentando così un clima di crescente insoddisfazione.
Le divisioni interne agli Stati Uniti si manifestano non solo nei risultati elettorali, ma anche nelle reazioni del pubblico rispetto alle inchieste in corso che coinvolgono Trump. Quasi il 60% degli americani si dichiara favorevole a un'inchiesta giudiziaria, ma non sembra disposto a cambiare le proprie preferenze politiche. Questo scenario suggerisce una maturità politica che, tuttavia, non riesce a sanare le fratture profonde tra le diverse fazioni. La situazione attuale è paragonabile a quella di un impero in declino, con una riconfigurazione dell'ordine mondiale che richiede una riflessione seria sulle nuove dinamiche geopolitiche.
La guerra in Ucraina ha ulteriormente complicato il quadro, rivelando le fragilità della politica estera americana e il fallimento di una strategia che mirava a indebolire la Russia. Le aspettative di una rapida vittoria ucraina si sono infrante contro la realtà di un conflitto prolungato, mentre il blocco unipolare che ha caratterizzato gli ultimi trent'anni sembra giungere al termine. Il mondo sta assistendo a un riposizionamento di molti stati, che cercano di affrancarsi dalla pressione americana, non necessariamente per simpatia verso altre potenze, ma per timore della dominazione statunitense.
In questo contesto di crisi, la figura di Biden appare sempre più isolata. I Democratici stessi mostrano segni di disillusione nei suoi confronti, criticando la sua amministrazione per la gestione della guerra in Ucraina e per le conseguenze economiche che ne derivano. Le elezioni di medio termine si avvicinano e l'aria che tira a Washington è quella di un cambiamento imminente, con i Repubblicani che potrebbero riconquistare il controllo del Congresso. La polarizzazione crescente tra le diverse fazioni politiche non fa che accentuare la sensazione che il paese stia perdendo la sua capacità di governarsi in modo efficace.
La prospettiva di un ritorno di Trump, seppur controversa, potrebbe rappresentare un tentativo di riunificare un elettorato sempre più frastagliato. Tuttavia, la strada da percorrere è irta di ostacoli e incertezze. Con Biden che si avvicina alla fine del suo mandato e Trump che continua a dominare il dibattito politico, il futuro degli Stati Uniti appare incerto, con potenziali ripercussioni significative anche a livello globale.
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