“La linea è nettissima e il CDM è sovrano” queste le parole del Ministro della Salute Roberto Speranza riguardo l’estensione dell’obbligo di Green Pass. E in queste parole c’ é qualcosa che stona pesantemente anche a livello di Costituzione. E quel qualcosa è proprio la frase sulla sovranità del Consiglio dei Ministri.

In realtà noi siamo stati abituati a considerare il Parlamento sovrano. Questo concetto è stato recentemente ribadito dal presidente della Camera Roberto Fico in risposta al Vaticano riguardo il controverso ddl Zan. Il concetto della sovranità parlamentare è stato comunque ribadito anche dal Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi solo qualche giorno fa.

Tale principio è la base stessa della grammatica politica italiana, che è una repubblica parlamentare. L’articolo 1 della Costituzione italiana è nettissimo nell’affermare che la sovranità appartiene al popolo. Nell’ambito di una repubblica parlamentare uno dei più importanti modi in cui il popolo esercita questa sua sovranità è l’elezione dei membri del Parlamento.

Il Consiglio dei Ministri può operare solo in un rapporto di fiducia col Parlamento e nessuna azione è permessa senza l’approvazione di entrambe i rami del Parlamento.

L’affermazione di Speranza quindi va a inficiare il principio di sovranità popolare esplicitato nel primo articolo della Costituzione italiana in quanto è il Parlamento ad essere espressione della sovranità popolare e quindi è il Parlamento ad essere sovrano.

E questa centralità è stata ribadita anche in tempi recenti da esponenti della maggioranza, come abbiamo appena detto.

Quindi quello di Speranza è solo uno svarione o è un pericoloso lapsus freudiano? Non bisogna dimenticare che Roberto Speranza arriva dalla precedente esperienza del governo Conte. E se abbiamo ancora un minimo di memoria storica ricordiamo tutti i famigerati dpcm emessi da Giuseppe Conte che più di un giurista e un costituzionalista hanno accusato di incostituzionalità. Uno dei punti controversi dell’operato del predecessore di Mario Draghi era proprio il fatto che il Parlamento pareva essere stato messo da parte nelle decisioni. Fu proprio la presidente Del Senato Elisabetta Casellati a lamentarsi di questo: “Ricevo tutti i giorni moltissimi messaggi da cittadini che non mi chiedono aiuti ma chiedono di tornare a lavorare e io ho una difficoltà: perché il Parlamento, che è il cuore della democrazia, è la voce dei cittadini, è escluso dalle scelte future. Ma il Parlamento è il primo interlocutore del governo, è lì che si realizza l’unità nazionale”.

Tempi che molti speravano di essersi lasciati alle spalle con la fine della disastrosa esperienza di Giuseppe Conte. E anche le recenti dichiarazioni atte a ribadire la sovranità del Parlamento parrebbero andare in quella direzione.

Eppure si ha come l’impressione che la sovranità parlamentare venga invocata solo laddove fa comodo. Qualora ci si trovi a polemizzare con la Santa Sede in merito al ddl Zan (che non pochi anche fuori dal mondo cattolico vedono come liberticida ) allora si invocano i principi di sovranità parlamentari e il “Libera Chiesa in libero Stato” di cavouriana memoria. Qualora invece ci si trovi davanti all’emergenza pandemica e alla questione vaccini tutti i vari totem come la sovranità popolare e la “Costituzione più bella del mondo” vengono messi da parte con estrema nonchalance, e improvvisamente il consiglio dei ministri diventa sovrano come una sorta di Politburo sovietico.

Abbiamo comunque ben compreso che ai robespierrini del nuovo Comitato di Salute Pubblica interessa solo una cosa: lo stretto mantenimento del potere, anche a costo di ignorare la Costituzione.

E’ più di un anno che stiamo assistendo impotenti a questo smantellamento della democrazia parlamentare quindi la gravissima affermazione di Speranza non dovrebbe nemmeno stupire (infatti è stata riportata dai media senza enfasi particolare). La linea è nettissima e si procede alla realizzazione di una piccola repubblica sovietica.

ANDREA SARTORI

  • 2629 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 2627 Sostenitori