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Notizie9 Dicembre 2021

Sorveglianza biometrica: in aeroporto, la tua faccia sarà la tua carta d’imbarco

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Jesse Smith analizza la sorveglianza biometrica negli aeroporti, evidenziando l'uso crescente del riconoscimento facciale. Si discute anche delle implicazioni per la privacy e della possibile accettazione di tali tecnologie da parte dei viaggiatori.
Punti chiave
  • La biometria automatizza i processi di viaggio per migliorare il servizio clienti.
  • La pandemia ha accelerato l'adozione della tecnologia biometrica negli aeroporti.
  • Il riconoscimento facciale è considerato il metodo più preciso per identificare i viaggiatori.
  • Il 73% dei passeggeri è disposto a condividere dati biometrici per processi più efficienti.
  • L'adozione della biometria solleva preoccupazioni sulla privacy e sul controllo autoritario.
L'articolo

Lo Stato di sorveglianza e biosicurezza continua il suo cammino, registrando la nostra posizione e ogni bit di dati sulle nostre vite. Questo “occhio che tutto vede” presto richiederà i nostri dati biometrici sotto forma di riconoscimento facciale, scansioni dell’iride e/o impronte digitali per viaggiare su aerei o altri mezzi di trasporto. La “pandemia” di Covid è stata usata come pretesto per imprimere un’accelerazione a tale tecnologia, mentre le persone si sono giustamente concentrate su questioni gravi come lockdown, vaccini obbligatori, problemi sociali e crisi economica.

Per alleggerire l’onere della verifica dei test Covid e/o dei requisiti di vaccinazione, e combattere la tempesta perfetta tra lockdown, carenza di lavoratori e cancellazioni di voli, le compagnie aeree si stanno rivolgendo alla biometria come un modo per automatizzare i processi e fornire un “migliore” servizio clienti. Questa catena di eventi “causata dal Covid” sta facilitando il rapido passaggio a un sistema di sorveglianza che alla fine porterà a un ID digitale completo (a partire dai passaporti vaccinali) che traccia tutto ciò che fai e ovunque tu vada.

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Dire che non viene prestata sufficiente attenzione a questo problema è un enorme eufemismo. Una volta che queste tecnologie saranno saldamente radicate, sarà quasi impossibile eliminarle. Tuttavia, come è consuetudine comune, gli oligarchi globali stanno rivelando i loro piani tecnocratici e totalitari attraverso uno dei loro principali organi di propaganda, il New York Times.

Tanto per iniziare a preparare la popolazione a questo cambiamento storico, l’articolo del Times afferma :

Se è passato un anno o più da quando hai viaggiato, in particolare a livello internazionale, potresti notare qualcosa di diverso negli aeroporti degli Stati Uniti: più passaggi, dal controllo di un bagaglio allo sdoganamento, vengono automatizzati utilizzando la biometria.

La biometria  sono quei tratti individuali unici, come le impronte digitali, che possono essere utilizzati per automatizzare e verificare l’identità. Promettono maggiore sicurezza ed efficienza nello spostamento dei viaggiatori in un aeroporto dove, durante le fasi dal check-in all’imbarco, i passeggeri sono normalmente tenuti a mostrare un documento d’identità con foto rilasciato dal governo.

Durante lo stop dei viaggi causa pandemia, molti aeroporti, compagnie aeree, aziende tecnologiche e agenzie governative come la Transportation Security Administration e la United States Customs and Border Protection hanno continuato a investire in progressi biometrici. La necessità del distanziamento sociale e delle interazioni contactless non fa che aumentare l’urgenza.

“Le tecnologie sono diventate molto più sofisticate e il tasso di precisione molto più alto”, ha affermato Robert Tappan, amministratore delegato del gruppo commerciale  International Biometrics + Identity Association .

Molti degli ultimi sviluppi biometrici utilizzano il riconoscimento facciale -che il  National Institute of Standards and Technology  riconosce come accurato al 99,5 per cento- piuttosto che la scansione dell’iride o le impronte digitali.

“La scansione dell’iride è stata pubblicizzata come la più infallibile”, ha affermato Sherry Stein, capo della tecnologia nelle Americhe per  SITA, una società di tecnologia biometrica con sede in Svizzera. “Perché la biometria funzioni, devi essere in grado di associare una fonte di dati attendibile confrontandola con un record su file. Il volto è la cosa più semplice perché tutti i documenti che usiamo per provare l’identità (patenti di guida, passaporti ecc.) si basano sul volto”.

Poco dopo l’11 settembre, il Congresso ha imposto un  sistema di ingresso e uscita nel Paese che  utilizza la tecnologia biometrica, onde proteggere i confini degli Stati Uniti. Alcuni viaggiatori hanno espresso preoccupazioni sulla privacy e, mentre le aziende e le agenzie che utilizzano la tecnologia affermano di non conservare le immagini, i sistemi si basano in gran parte sui viaggiatori che acconsentono al loro utilizzo. (…)

Ci sono segnali che la pandemia possa favorire l’accettazione biometrica. Nel suo sondaggio sui passeggeri pubblicato di recente, l’ International Air Transport Association ha  rilevato che il 73% dei passeggeri è disposto a condividere i propri dati biometrici per migliorare i processi aeroportuali, rispetto al 46% del 2019.

Il futuro dipinto qui è tanto importante quanto la lotta contro i vaccini obbligatori, i green pass e gli altri sistemi di schiavitù autoritaria. Un gulag digitale in stile “Minority Report” viene costruito proprio davanti ai nostri occhi. Più accettiamo e utilizziamo questi sistemi biometrici interconnessi, più dati personali forniamo a governi, aziende, forze dell’ordine, Big Pharma, Big Tech, agenzie di intelligence e organizzazioni criminali che possono utilizzare queste informazioni per tenerci intrappolati in un sistema tecnocratico di schiavitù.

È tempo di prestare maggiore attenzione al passaggio alla tecnologia biometrica prima che sia troppo tardi. In caso contrario, dovremo affrontare la possibilità di essere profilati come mai prima, e possibilmente rimossi dalla società per qualche “precrimine” se non ci comportiamo secondo i dettami del governo. Non dobbiamo cadere nella trappola di vendere i nostri dati al miglior offerente per comodità, in aeroporto o altrove!

di Jesse Smith – Traduzione a cura di Visione TV

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