Silvana De Mari, medico e scrittore, spiega i pericoli insiti nella cosiddetta "legge Zan" che "rischia di mettere fuorilegge il pensiero di San Paolo e San Tommaso d'Aquino. L'obiettivo delle oligarchie è colpire il cristianesimo dalle fondamenta, ma non ci riusciranno"
____________________________________________
✔️SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO:
IBAN: IT65 C 0306 9163 55100 00000 9028
INTESTATO A: Visione TV
SWIFT: BCITITMM
CAUSALE: DONAZIONE

Silvana De Mari, medico e scrittore, ha sollevato una questione di grande rilevanza sul dibattito contemporaneo riguardante la libertà di espressione e le leggi che regolano la vita sociale in Italia. In particolare, ha messo in discussione la cosiddetta "legge Zan", sostenendo che essa rappresenta una minaccia non solo per la libertà di pensiero, ma anche per i valori cristiani fondamentali. Secondo De Mari, l’obiettivo delle oligarchie è quello di erodere le basi del cristianesimo, una religione che, a suo avviso, ha sempre rappresentato un baluardo contro le ingiustizie e le discriminazioni.
La legge Zan, presentata come un provvedimento a tutela delle minoranze, viene descritta da De Mari come uno strumento potenzialmente pericoloso. Essa sostiene che la legislazione attuale già protegge adeguatamente le persone contro la discriminazione, senza la necessità di norme aggiuntive che, a suo dire, potrebbero mettere fuorilegge il pensiero di figure storiche come San Paolo e San Tommaso d'Aquino. De Mari evidenzia come il linguaggio e le definizioni utilizzate nella legge possano limitare la capacità di esprimere opinioni legittime, creando un clima di paura e autocensura.
Un altro punto cruciale del suo discorso riguarda la definizione di donna e i diritti delle donne. De Mari sottolinea che la legge potrebbe portare a situazioni in cui le donne si trovano a dover condividere spazi e competizioni con individui che non condividono la loro biologia. Questo, secondo la sua argomentazione, non solo comprometterebbe i diritti delle donne, ma minerebbe anche la loro identità. La questione del linguaggio, in questo contesto, diventa simbolica di una battaglia più ampia per la definizione di genere e per la salvaguardia dei diritti femminili.
De Mari avanza l'idea che il cristianesimo stia affrontando attacchi sistematici non solo a livello legislativo, ma anche culturale. Le chiese vandalizzate e i preti perseguitati in diversi paesi sono, secondo lei, indicatori di una crescente ostilità verso la fede cristiana. In questo contesto, la sua denuncia si estende oltre i confini italiani, evidenziando una tendenza globale che mira a silenziare le voci cristiane e a ridurre la loro influenza nella società.
In conclusione, il discorso di Silvana De Mari rappresenta una critica incisiva a un clima politico e culturale che, a suo avviso, sta cercando di minare le fondamenta del cristianesimo e della libertà di espressione. La sua posizione invita a una riflessione profonda su come le leggi e le norme sociali possano influenzare la vita quotidiana e il dibattito pubblico, ponendo interrogativi importanti sulle libertà individuali in un contesto di crescente politicamente corretto.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

