Il medico e ricercatore Raffaele Ansovini è appena stato sentito dalla Guardia di Finanza di Urbino sulla composizione dei vaccini a mRna. L'ascolto del dottor Ansovini testimonia l'intenzione della Procura di Urbino di indagare sul tema. Ciò accade infatti a seguito di una denuncia, depositata il 1° marzo dallo stesso scienziato, attraverso l'avvocato Nicoletta Morante del foro di Pesaro: la tesi sostenuta è che siano sieri pericolosi per l'essere umano, in quanto la funzionalità dell'mRna non è stata ancora sufficientemente sperimentata. Ne parliamo con l'avvocato Morante, che sottolinea come questi farmaci inspiegabilmente non siano oggetto di studio nelle cliniche universitarie - Il personaggio del giorno

La Procura di Urbino ha avviato un'indagine sulla composizione dei vaccini a mRNA, dopo che il medico e ricercatore Raffaele Ansovini ha presentato una denuncia il 1° marzo, assistito dall'avvocato Nicoletta Morante. Questa denuncia si basa sulla tesi che i sieri a mRNA possano essere pericolosi per la salute umana, poiché la loro funzionalità non sarebbe stata sufficientemente sperimentata. Il dottor Ansovini è stato ascoltato dalla Guardia di Finanza di Urbino per oltre quattro ore, un segnale che l'indagine è stata presa seriamente dalle autorità.
Il fulcro della denuncia riguarda la mancanza di studi adeguati sui vaccini a mRNA, che, secondo Ansovini, non sono stati oggetto di ricerca nelle cliniche universitarie. La Morante ha sottolineato l'importanza di comprendere perché questi farmaci, ampiamente somministrati, non siano stati sottoposti a verifiche scientifiche rigorose come avviene per altri medicinali. La questione si complica ulteriormente considerando che l'argomento è di rilevanza pubblica e coinvolge la salute di milioni di persone.
Nel contesto di questa indagine, emerge la preoccupazione per gli effetti collaterali potenzialmente gravi legati ai vaccini, in particolare per coloro che sono già guariti dal COVID-19. La denuncia fa riferimento a un caso specifico di un paziente che ha subito danni dopo la somministrazione del vaccino, il quale ha portato all'apertura di un procedimento civile a Pesaro per accertamenti tecnici. La questione del consenso informato e della responsabilità legale in caso di effetti collaterali è un aspetto cruciale che sarà esaminato durante il processo.
La Procura dovrà ora decidere quali ipotesi di reato perseguire, con particolare attenzione verso le case farmaceutiche coinvolte nella produzione dei vaccini, come Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson. La Morante ha evidenziato che la denuncia non intende generalizzare il discorso sui vaccini, ma piuttosto focalizzarsi sui sieri a mRNA, la cui funzionalità e sicurezza rimangono oggetto di dibattito scientifico e giuridico.
In un clima di crescente incertezza riguardo alla sicurezza dei vaccini, l'indagine della Procura di Urbino rappresenta un passo significativo verso una maggiore trasparenza e responsabilità nel settore della salute pubblica. L'esito di questa indagine potrebbe avere ripercussioni importanti non solo sulla salute dei cittadini, ma anche sul futuro della ricerca scientifica in Italia, che, secondo la Morante, deve essere libera di esplorare e testare i farmaci in modo adeguato e sicuro.
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