“C’è un urgente bisogno del gruppo sanguigno 0. R. H. NEGATIVO. Possibilmente non vaccinato. Ospedale di Trapani”.

Non è uno scherzo, nè la richiesta di qualche fissato No-Vax  “terrapiattista”, ma di un post su Facebook di un rappresentante delle Istituzioni, Andrea Vassallo, assessore al comune di Trapani.

Vassallo, si è fatto portavoce della richiesta di un parente della donna a cui è destinato il sangue, è bene specificarlo: la sua insomma è stata un’iniziativa personale, non una richiesta da parte dell’ Istituto Sanitario.

Sebbene l’uomo dichiari di avere agito in buona fede, ingenuamente come ha dichiarato, la polemica era inevitabile e ha scontentato tutti, lo si legge nei post in risposta: da una parte i sostenitori del vaccino, che si sentono discriminati, dall’altra i “novax” che si rifiutano di prestarsi alla richiesta, dopo essere stati vessati per anni.

Il primo megafono dell’indignazione lo accende Francesco Licata, presidente provinciale dell’Avis, che dopo le proteste di rito per il contenuto del post, “ancora più grave perchè “a farlo è una persona che ricopre una carica pubblica”, tiene a specificare di non avere “mai ricevuto richieste del genere e mai ci è giunta alcuna circolare da parte degli organismi competenti sulle donazioni da parte di soggetti che hanno ricevuto il vaccino anti-covid”.

“Certe teorie non sono supportate da alcuna evidenza scientifica” dice Licata, ma non è la prima volta che accade.

A Febbraio, a Bologna, una coppia di genitori si era opposta al trapianto di cuore del figlio se non avesse ricevuto, in trasfusione , sangue di persone non vaccinate, ottenendo un diniego da parte del giudice, che ha poi sospeso loro la potestà genitoriale.

“Non c’è alcuna differenza tra il sangue dei non vaccinati e quelli che hanno ricevuto il vaccino contro il covid19. Certe teorie non sono supportate da alcuna evidenza scientifica” sostiene Licata,  in fondo la posizione dell’Avis in merito è sempre stata chiara.

Sulla questione però c’è molto fermento nelle community social: chi parla di grafene, chi di tossine o globuli rossi alterati che interverrebbero sul Dna, e c’è chi parla di cancerogenicità di agenti presenti nei vaccini.

C”è anche chi si oppone per questioni puramente etiche, vista la composizione chimica del siero genico, contenente cellule umane,  ma la questione resta spinosa.

E’ evidente che durante questi anni di pandemia si sia cercato di dividere il mondo in due fazioni, quella dei “puri” sostenitori del vaccino e quella degli untori, irresponsabili e cospirazionisti no-vax.

Mai nessuno si è sognato di scandalizzarsi, quando era ad esempio la religione ad impedire certe pratiche mediche: certamente la libertà di scelta è sacra e inderogabile, tenendo sempre debitamente in conto gli interessi del paziente.

Ed è per questo che la campagna di disinformazione, di odio, indotta dalla propaganda dei media che abbiamo sempre denunciato, produce mostri e situazioni al limite tra etica e legalità,  facendoci addentrare in un un campo minato in cui nessuno dovrebbe entrare.

ANTONIO ALBANESE

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