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Notizie15 Giugno 2022

Severodonetsk, ci risiamo: militari e ostaggi civili all’impianto di Azot. Siamo a Azovstal bis?

Di ·450 contenuti pubblicati
Martina Giuntoli analizza la situazione a Severodonetsk, evidenziando la presenza di militari e civili intrappolati nell'impianto chimico di Azot. Si discute anche delle tensioni tra le dichiarazioni ucraine e russe riguardo al controllo dell'area e ai corridoi umanitari.
Punti chiave
  • Rodion Miroshnik parla di 300-400 militari ucraini intrappolati ad Azot.
  • Circa 500 civili sarebbero utilizzati come scudi umani dai militari ucraini.
  • Kiev afferma che l'impianto di Azot è sotto controllo ucraino.
  • La Russia sta organizzando un corridoio umanitario per evacuare i civili.
  • Le dichiarazioni ucraine sono accusate di essere propaganda ingannevole.
L'articolo

Si riaffaccia sullo scenario bellico russo-ucraino un’altra vicenda di gente intrappolata sotto terra stile acciaieria Azovstal. Questa volta la notizia ci arriva da un rappresentante della neo proclamata repubblica di Luhansk (LPR), Rodion Miroshnik, ambasciatore in Russia per la LPR, il quale sostiene che vi sarebbero dai 300 ai 400 militari ucraini rimasti nei sotterranei dell’impianto chimico di Azot.

Ma non sarebbe tutto. Nemmeno questa volta.

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Sempre secondo Miroshnik, insieme al gran numero di truppe ucraine vi sarebbero anche circa 500 civili utilizzati come scudi umani. A supporto di quanto affermato da Miroshnik vi é proprio un avvenimento risalente ai giorni scorsi, che rende la faccenda estremamente verosimile.

Su ordine di Kiev, il 13 giugno scorso il ponte sul fiume Seversky Donets verso Lisichansk, dove gli ucraini avrebbero voluto far evacuare originariamente i civili (ed i militari), sarebbe stato fatto saltare per impedire la ritirata del proprio esercito.  Lo stesso é stato quindi costretto a ritirarsi nella zona di Severodonetsk, spingendo in seguito con loro anche le centinaia di civili del luogo verso la zona industriale, quella di Azot. Troppo pericolosa un’evacuazione verso quella zona, molto meglio e soprattutto più sicuro portare gli ostaggi verso Svatovo, in LPR.

Kiev, dal canto suo, afferma invece che la zona, ed in particolare l’impianto, sarebbe ancora tranquillamente sotto completo controllo da parte del governo ucraino e che i russi starebbero mentendo. Anche Zelensky, presidente ucraino, ha fatto menzione della questione dichiarandosi fiero di come i connazionali stiano difendendo il Donbass contro gli attacchi russi, omettendo però di riferire ai connazionali e al resto del mondo che, visto come la guerra sta procedendo, l’epilogo a favore del Cremlino é praticamente certo.

Fa eco a Zelensky anche il governatore della regione di Luhansk il quale non solo sostiene che quanto affermato dai separatisti sia una menzogna a tutti gli effetti, ma anche che gli ucraini starebbero conducendo quotidianamente scontri in strada contro i russi, uscendone vincitori.

Tuttavia, a dispetto delle francamente poco credibili dichiarazioni del governo di Kiev, la Federazione Russa starebbe quindi organizzando proprio in queste ore un corridoio umanitario per tutta la giornata odierna in direzione nord (verso Svatovo, Repubblica Popolare di Lugansk) per permettere ai numerosissimi civili di essere evacuati, precisando che al contempo sarà necessario che tutti i militari ucraini compresi i numerosi mercenari stranieri depongano le armi e si arrendano senza condizioni.

Girano anche numerose le immagini di militari della LPR che a Severodonetck hanno marciato in questi giorni senza sosta verso l’impianto di Azot, liberando la città al loro passaggio, al fine di aprire il corridoio di cui sopra.

Nei giorni scorsi i media ucraini sono stati riempiti per l’occasione da video di quello che hanno dichiarato essere l’impianto Azot in fiamme sotto diretto bombardamento dall’esercito russo. Tuttavia come mostra chiaramente un filmato facilmente reperibile su youtube, non si si tratta affatto di Azot, bensì di immagini risalenti al 2014  che ritraggono l’impianto chimico di Donetsk in fiamme.

“Un’operazione, quella attorno all’impianto di Azot, di tristissima propaganda ucraina che va avanti ormai da giorni e che non guarda in faccia a nessuno, mettendo in pericolo persino i propri concittadini“, come afferma la portavoce degli Affari Esteri della Federazione Russa, Maria Zacharova, “ma abbiamo visto di cosa sono capaci“.

Notizie giunte proprio nella mattinata di oggi, ci dicono che i militari ucraini non starebbero affatto facilitando i corridoi umanitari, come invece auspicato dalla Federazione Russa, bensì se ne starebbero asserragliati nell’impianto tenendo ancora prigionieri i civili all’interno di Azot.

Secondo Miroshnik della LNR i militanti ucraini avrebbero proprio in queste ore lanciato dei colpi di mortaio per interrompere le operazioni di evacuazione. Gli stessi avevano richiesto una resa condizionata, resa che prontamente la Federazione Russa ha rifiutato.

Per quanto che possa durare, la resistenza di Kiev ad Azot pare chiaramente destinata a terminare, ripetendo un copione che abbiamo già visto ad Azovstal.

La propaganda di Zelensky, rilanciata dai media dell’Occidente, ed i civili lasciati a scudo delle milizie ucraine, con Kiev che letteralmente abbandona i suoi e li getta al massacro, é l’ormai triste ma realistica raffigurazione di un paese in lenta agonia.

Per buona pace di tutti, il Cremlino sta vincendo questa guerra.

MARTINA GIUNTOLI

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