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Intervista di VisioneTV6 Settembre 2021

Robert W. Malone: “Troppi conflitti di interesse inquinano il dibattito sulla pandemia”

Lezione magistrale di Robert W. Malone, inventore della tecnica dell'Rna messaggero che smonta tutti i miti costruiti da una falsa scienza asservita alla politica. "Non esistono evidenze scientifiche che giustifichino la vaccinazione per i più giovani. Credo molto nell'utilità delle terapie domiciliari che sono state fino ad oggi stranamente osteggiate dai diversi governi. I dati che provengono da Israele meritano un approfondimento: inducono infatti a sospettare che la vaccinazione di massa finisca addirittura con il peggiorare- anziché contenere- il quadro epidemiologico complessivo. Troppi conflitti di interesse fra media, politica e industria farmaceutica rendono tossico il dibattito". Fulvio Grimaldi traduttore d'eccezione.

📺 Pubblicato su YouTube · Canale Visione TV
Robert W. Malone, inventore della tecnologia dell'RNA messaggero, espone le sue preoccupazioni sui vaccini anti-COVID. Sottolinea l'importanza di trattamenti precoci e critica i conflitti di interesse che influenzano il dibattito scientifico e politico sulla pandemia.

Robert W. Malone, noto come l'inventore della tecnologia dell'RNA messaggero, ha recentemente espresso preoccupazioni significative riguardo ai conflitti di interesse che, a suo avviso, contaminano il dibattito sulla pandemia. Malone ha sottolineato che tali conflitti, che coinvolgono media, politica e industria farmaceutica, rendono difficile una discussione aperta e onesta sui vaccini e sulle terapie contro il COVID-19. Secondo lui, l'assenza di una critica equilibrata alle vaccinazioni ha portato a un'informazione distorta, influenzando le decisioni politiche e sanitarie.

In particolare, Malone ha affermato che non esistono evidenze scientifiche sufficienti a giustificare la vaccinazione di massa per i più giovani, sottolineando che i rischi associati al COVID-19 per questa fascia di età sono molto bassi. Ha anche messo in discussione l'efficacia delle campagne vaccinali, citando dati provenienti da Israele che suggerirebbero che la vaccinazione di massa potrebbe addirittura aggravare la situazione epidemiologica. Malone ha proposto l'adozione di terapie domiciliari, che sono state, a suo dire, ingiustamente osteggiate dai governi, come una valida alternativa per affrontare la pandemia.

Malone ha evidenziato l'importanza di un approccio più personalizzato alla vaccinazione, suggerendo che le vaccinazioni dovrebbero essere privilegiate per le categorie ad alto rischio, come le persone anziane e obese, mentre per i giovani e i bambini, le terapie e la guarigione naturale potrebbero rappresentare un'opzione più sicura e vantaggiosa. Questo approccio, secondo lui, non solo ridurrebbe i rischi legati ai vaccini, ma potrebbe anche ottimizzare le risorse sanitarie disponibili, evitando di impiegare vaccini su popolazioni a basso rischio.

La posizione di Malone ha suscitato dibattiti accesi, specialmente in un contesto in cui la comunicazione riguardante la pandemia è stata spesso polarizzata. La sua critica ai conflitti di interesse si inserisce in un discorso più ampio sulla necessità di rivedere le politiche sanitarie in un'ottica di maggiore trasparenza e responsabilità. La sua affermazione che la vaccinazione universale potrebbe portare a conseguenze negative, come l'emergere di varianti resistenti, solleva interrogativi sulla gestione attuale della salute pubblica e sulla necessità di un dibattito scientifico e politico più aperto e meno influenzato da interessi economici.

In conclusione, le osservazioni di Malone mettono in luce la complessità della situazione pandemica e la necessità di considerare attentamente le diverse strategie di intervento. La sua chiamata a una maggiore attenzione verso le terapie domiciliari e a un uso più mirato dei vaccini potrebbe rappresentare un'opportunità per riconsiderare la risposta globale alla pandemia, promuovendo un dialogo più equilibrato e informato tra scienziati, politici e cittadini.

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