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Notizie18 Agosto 2021

Ripartire da Woodstock?

Antonello CrestiDi Antonello Cresti·Saggista, conferenziere ed agitatore culturale·60 contenuti pubblicati
Antonello Cresti analizza l'importanza del festival di Woodstock nel contesto attuale, evidenziando la sua capacità di ispirare forme di resistenza sociale. Si discute anche della necessità di una nuova cultura che integri creatività e comunità nella lotta politica.
Punti chiave
  • Woodstock rappresenta un modello di aggregazione sociale da rivalutare.
  • La qualità creativa è fondamentale per un'avanguardia politico-sociale.
  • La proposta creativa deve riflettere un'energia comune e inclusiva.
  • Il gioco e la festa sono essenziali nella lotta politica.
  • La 'Cultura della Nuova Liberazione' deve essere una Totalità integrata.
L'articolo

Nella lotta valoriale tra modelli di Umanità che si sta svolgendo in questi mesi da più parti si sta affermando l’idea che sia necessario, tra le varie forme di lotta e aggregazione popolare, tornare a modelli come quello incarnato dal leggendario festival di Woodstock, del 1969.

Modelli dichiarati sconfitti dalla storia, eppure, effettivamente capaci di generare ancora oggi un humus da cui potere attingere.

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Non si tratta di deificare un modello che pure manifestava evidenti incongruenze, se non addirittura punti oscuri. Il giudizio sulla Controcultura è del resto ancora aperto, e il tema meriterebbe ben più ampie riflessioni. Che ci ripromettiamo di fare.

Ciò che riteniamo innegabile è però che occasioni come Woodstock (e tutte le altre occasioni simili di quel periodo storico) possono rappresentare un baluardo di resistenza contro la disgregazione sociale in atto almeno sotto tre punti di vista.

Proviamo a farne tesoro per organizzare le prossime occasioni di protesta e di proFesta.

1) La straordinaria qualità creativa messa in campo: una avanguardia politico sociale deve evincersi per differenza anche sotto il profilo delle scelte culturali. Il panorama di riferimenti artistici e musicali deve porci su un altro livello rispetto a quello dello Star System di regime. Provare a incarnare una avanguardia anche da questo punto di vista sarebbe cosa dalle ovvie ripercussioni positive.

2) L’idea che la proposta creativa è in qualche maniera una ripercussione di altre energie. La nuova umanità liberata che dobbiamo incarnare dovrà vivere come un tutt’uno ogni scelta di appartenenza. Non in maniera dogmatica o ovina, ovviamente. Ma un “sentire” comune si basa sulla idea più ampia possibile di appartenenza.

3) La necessità di recuperare il gioco e la festa come elementi di una lotta politica. Alla rigorosa formazione si dovrà affiancare anche la gioiosa catarsi della occasione comunitaria. Di questo tema aveva scritto già tanti anni fa lo storico Franco Cardini che definiva così la festa: “Essa è, nel suo carattere di morte della società, anche una resurrezione di essa e dei suoi componenti. La sua funzione fondamentale è un esorcismo di proporzioni comunitarie contro le forze della morte, della distruzione, del caos”.

Quella che mi piacerebbe definire come “Cultura della Nuova Liberazione” di cui siamo chiamati a essere artefici dovrebbe dunque mostrarsi come una Totalità.

Da questo punto di vista dunque, si, anche Woodstock può rappresentare un insegnamento positivo.

ANTONELLO CRESTI

Antonello Cresti
AUTORE
Antonello Cresti
Saggista, conferenziere ed agitatore culturale. Si è laureato con lode in Scienze dello Spettacolo presso l’Università di Firenze. Ha iniziato la sua attività artistica come musicista, animando vari progetti e producendo numerosi album. Ha già pubblicato undici libri, usciti con varie case editrici, dedicati a musica underground, cultura britannica, esoterismo, controcultura. E’ ideatore di un film e di un documentario, entrambi a tematica musicale. Collabora con numerose testate giornalistiche nazionali tra cui CulturaIdentità e Optimagazine. E’ fondatore della Convenzione degli Indocili, una rete trasversale di intellettuali e creativi che operino in opposizione al Pensiero Unico. E' Vicepresidente Nazionale di Ancora Italia
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