Ricoveri “per Covid” e “con Covid”, Piemonte e Lombardia scoprono l’acqua calda

Adesso, solo adesso che serve a non cambiare colore e a non rendere il fallimento ancor più plateale, la Lombardia e il Piemonte si accorgono che esiste l’acqua calda. A partire da oggi, venerdì 14 gennaio, le due Regioni non  conteggiano più come ricoverati Covid anche coloro che finiscono in Ortopedia con una gamba rotta ma che sono positivi al tampone. Corre voce che il ministro Speranza voglia adottare il medesimo criterio per il bollettino nazionale: ma il diretto interessato smentisce. Almeno per ora.

La gamba rotta è solo un esempio, ovviamente, della confusione sui dati con cui conviviamo dalla prima ondata e che rende ampiamente sospetto il clima di tragedia. All’arrivo in ospedale, si fa il tampone. I Covid positivi asintomatici vengono registrati come ricoverati Covid e contribuiscono a creare la “tremenda pressione” sul sistema ospedaliero. Lo si era sempre sospettato: adesso è alla luce del sole.

In che misura la mancata distinzione fra ricoveri “per Covid” e “con Covid” può falsare i dati? Basti sapere che ora, fra i casi di Covid piemontesi gli asintomatici sono quasi il 70%: lo dice il bollettino regionale.

Un altro elemento consente di intuire quanto i dati relativi ai ricoveri Covid siano gonfiati. Lo rivela (sebbene indirettamente) la Regione Piemonte. In base a quanto  riporta TgCom24, adottando finalmente la distinzione fra i ricoverati “per Covid e “con Covid”, i letti occupati scenderebbero da 1.911 a 1.262. Un bel terzo di “tremenda pressione” sparita così, in un amen e senza colpo ferire.

E, attenzione!, la Regione Piemonte non dice nulla in proposito, ma la distinzione fra ricoverati “per Covid” e “con Covid” dovrebbe riguardare solo i reparti ordinari: non le terapie intensive. Lo si deduce, seppure indirettamente, dalle sue stesse affermazioni.

I 1.911 ricoveri “per Covid” e “con Covid” sono riferiti all’11 gennaio. Quello stesso giorno, in base al bollettino diffuso dalla Regione, c’erano altri 148 casi Covid in terapia intensiva. Quando si tratta di illustrare la “tremenda pressione”, si guardano per primi i numeri delle terapie intensive: che resteranno “sporchi” come lo sono sempre stati.

Inoltre, attenzione!, se si vorrà guardare più da vicino l’effettiva entità della “tremenda pressione” sui reparti ordinari, bisognerà andarsela a cercare col lanternino nel bollettino regionale. Sempre in base alle dichiarazioni regionali riferite da TgCom24, il Piemonte continuerà a trasmettere a Roma, e dunque al bollettino Covid nazionale, il numero complessivo dei ricoverati positivi: asintomatici e malati di Covid tutti insieme. Così vogliono le regole nazionali e così, dunque, farà anche la Lombardia.

I dati Covid  nazionali non hanno mai consentito di capire quanto sia reale  la “tremenda pressione”. Fin dall’inizio la Società Italiana di Statistica ha chiesto dati completi e affidabili sull’epidemia. Sarebbero utili per capirne e prevederne l’evoluzione, nonché per suggerire ai politici le scelte migliori. La petizione è sempre on line, accuratamente inascoltata.

GIULIA BURGAZZI

Don Quijote

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