La popolazione mondiale ha raggiunto 8 miliardi di persone. Il potere dominante, attraverso i media mainstream, vuole farci credere che non ci siano risorse per tutti. Questa versione è falsa e si basa sulle teorie di Malthus, un economista vissuto a cavallo tra Settecento e Ottocento, che riteneva necessarie guerre, carestie ed epidemie per frenare la crescita demografica.
"La Terra ha invece risorse per sfamare anche il doppio delle persone", sostiene Giuseppe Altieri, docente di agroecologia. Occorre un programma nazionale di sviluppo rurale agroecologico. I punti fondamentali soni: la riconversione biologica del territorio italiano e la messa al bando della zootecnia industriale che fa uso di pesticidi e ogm.
"Chiudendo gli allevamenti industriali ed eliminando i pesticidi è possibile raddoppiare le disponibilità alimentari dimezzando il consumo di risorse, riforestando le zone che sono state disboscate per coltivare soia e mais ogm innaturali, colza per biocombustibili, mangimi e e cosiddette bioplastiche, coltivate con sostanze artificiali come i pesticidi e disseccanti".
Per rendere possibile tutto ciò, è indispensabile che si ponga fine alla truffa dei fondi europei di sostegno al reddito e i pagamenti agro-climatico-ambientali. Per legge questi finanziamenti dovrebbero essere destinati a chi fa agricoltura agroecologica, senza l'uso di pesticidi e ogm, invece finiscono anche a chi utilizza il glifosate.
Giuseppe Altieri lancia un appello al ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida.

La questione della sicurezza alimentare e della sostenibilità agricola è tornata prepotentemente al centro del dibattito pubblico, soprattutto in un contesto globale in cui la popolazione ha raggiunto i 8 miliardi di persone. Giuseppe Altieri, docente di agroecologia, ha lanciato un appello al ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, sottolineando che l'attuale narrazione secondo cui non ci sarebbero risorse sufficienti per tutti è errata e risente di teorie obsolete, come quelle di Malthus. Secondo Altieri, la Terra ha la capacità di sfamare anche il doppio della popolazione attuale, a patto che vengano adottate pratiche agricole più sostenibili.
Altieri propone una radicale riconversione agroecologica del territorio italiano, che prevede la messa al bando della zootecnia industriale e l'eliminazione dell'uso di pesticidi e organismi geneticamente modificati (OGM). Egli sostiene che chiudendo gli allevamenti industriali e abolendo i pesticidi, si potrebbe raddoppiare la disponibilità alimentare riducendo al contempo il consumo di risorse. Questa visione si basa su un approccio che integra la riforestazione delle aree degradate e la promozione di pratiche agricole biologiche.
Tuttavia, Altieri mette in guardia contro le truffe dei fondi europei, che, secondo lui, non vengono utilizzati in modo appropriato. I finanziamenti europei, destinati a sostenere pratiche agricole sostenibili, spesso finiscono per supportare aziende che continuano a utilizzare pesticidi e OGM. Altieri denuncia questa situazione come un paradosso che mina gli sforzi per una transizione verso un'agricoltura più ecologica e sostenibile.
Il docente di agroecologia chiede quindi un intervento deciso da parte del governo, affinché i fondi europei siano realmente indirizzati a chi pratica l'agricoltura biologica. La sua proposta non si limita a una mera critica, ma si traduce in un invito a ripensare e ristrutturare l'intero sistema agricolo italiano, puntando su un modello che favorisca la salute del suolo e la biodiversità, elementi fondamentali per garantire un futuro sostenibile.
In un momento in cui la crisi climatica e le sfide legate alla sicurezza alimentare si fanno sempre più pressanti, l'appello di Altieri rappresenta un'opportunità per riconsiderare le politiche agricole italiane e europee. La transizione verso un modello agroecologico non è solo una questione di sostenibilità ambientale, ma anche una necessità per affrontare le sfide sociali ed economiche del futuro.
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