Domani Sabato 24 ottobre, a #Rimini, a partire dalle ore 14.30, si terrà una manifestazione di piazza per dire no al terrorismo mediatico e alla limitazione delle libertà fondamentali. Loris Falconi, fra gli organizzatori dell'evento, racconta in esclusiva per #Vox Italia Tv il senso autentico di una manifestazione diffamata dal #mainstream come "complottista" e "negazionista"

Il 24 ottobre, Rimini ospiterà una manifestazione organizzata dal Comitato Romagna per la Costituzione, con l'obiettivo di opporsi a quello che i promotori definiscono "terrorismo mediatico" e alla limitazione delle libertà fondamentali. Loris Falconi, uno degli organizzatori, sottolinea che l'evento non è da considerarsi una manifestazione complottista o negazionista, ma piuttosto un'occasione per discutere e mettere in discussione la narrazione dominante riguardo alla pandemia e le misure restrittive adottate dal governo.
Falconi chiarisce che il comitato ha lavorato per creare una rete di associazioni e gruppi che, sin dall'inizio della pandemia, hanno espresso dubbi non sull'esistenza del virus, ma sulla gestione e sulle politiche adottate. La manifestazione si propone di affrontare temi complessi che vanno oltre l'emergenza sanitaria, toccando questioni economiche, sociali e educative, con l'intento di stimolare un dibattito aperto e costruttivo.
Nonostante le normative vigenti, che consentono manifestazioni nel rispetto delle misure di sicurezza, Falconi e il suo gruppo hanno dovuto affrontare attacchi e critiche da parte di esponenti politici e media, che li hanno tacciati di negazionismo. L'organizzazione ha dichiarato di voler rispettare le normative, compreso l'uso delle mascherine e il distanziamento sociale, per evitare ulteriori polemiche e garantire la sicurezza dei partecipanti.
Il comitato ha invitato a partecipare relatori di diverse estrazioni professionali, tra cui medici, avvocati e giornalisti, per offrire una pluralità di punti di vista. Falconi evidenzia l'importanza di porre domande e stimolare un confronto critico, piuttosto che limitarsi a seguire una narrazione unidirezionale. La manifestazione, quindi, non è solo un atto di protesta, ma un tentativo di riappropriarsi del diritto di esprimere opinioni e interrogativi in un contesto di crescente polarizzazione sociale.
In un clima di tensione crescente, Falconi esprime preoccupazione per possibili provocazioni durante l'evento, sottolineando la necessità di mantenere un’atmosfera pacifica e rispettosa. La manifestazione di Rimini si inserisce in un panorama più ampio di contestazione e richiesta di libertà, in un momento in cui molti cittadini si sentono sempre più privati dei propri diritti fondamentali. L'obiettivo è chiaro: far sentire la propria voce e richiamare l'attenzione su questioni che riguardano la democrazia e la libertà di pensiero.
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