Ah, il potente afflato umanitario! Ah, la carità disinteressata! A chi Italia ed Unione Europea stanno regalando vaccino a piene mani? Non alla Mongolia, che è povera e che ora secondo la mappa interattiva del New York Times registra la maggior diffusione  mondiale del virus: 111 casi ogni 100 mila abitanti. Nemmeno al Montenegro, praticamente un nostri vicino di casa, che ha 86 casi per 100 mila abitanti. Nulla di tutto questo: i vaccini  italiani ed europei vanno in Vietnam, che ha 13 casi per 100 mila abitanti ma che è un hub commerciale e produttivo  il cui blocco sta lasciando l’Occidente in braghe di tela.

Dopo essere rimasto praticamente indenne indenne dall’epidemia, secondo i dati di World of Meters il Vietnam ha cominciato a registrare vari casi di Covid in luglio e ancor più in agosto. Il Governo ha imposto il lockdown.

Si sono prontamente  commossi gli Stati Uniti, che in Vietnam fabbricano capi d’abbigliamento per marchi prestigiosi (da Nike ad Adidas, ma anche Apple) e che subito hanno regalato un milione di dosi di Pfizer. Si è commossa ancor più l’Unione Europea, che con il Vietnam ha un accordo di libero scambio: secondo i calcoli di Deutsche Welle, i suoi Stati membri hanno donato 2,6 milioni di dosi. L’Italia ha contribuito con 812 mila fiale di Astra Zeneca.

Negli ultimi anni il Vietnam è diventato cruciale per le lunghe e intricate catene grazie alle quali l’Occidente si approvvigiona di merci.  E’ come la Cina di vent’anni fa: un Paese che sempre più sta diventando la fabbrica del mondo. Anche vari imprenditori italiani hanno spostato la produzione in Vietnam, dove oltretutto i salari sono la metà di quelli cinesi: un grande merito agli occhi occidentali. Se la Mongolia vuole attenzione per i suoi guai, ha la strada tracciata.

DON QUIJOTE

  • 2270 Sostenitori attivi
    di 3000
  • 2270 Sostenitori