L'ex Presidente Rafael Correa Delgado parla di tutto in esclusiva su Visione Tv. "Ho ricevuto maggiori pressioni dal Regno Unito che dagli Stati Uniti, sono convinto che la difesa di Assange fosse un dovere giuridico prima che politico. L'Occidente vive di doppia morale e giudica buone solo le guerre che servono gli interessi degli americani. Il mio futuro? Sopravvivere e puntare a far vincere i nostri valori sempre"

Rafael Correa, ex Presidente dell'Ecuador, ha recentemente rilasciato un'intervista in cui ha discusso le pressioni subite durante il suo mandato, in particolare per la difesa di Julian Assange. Correa ha affermato di aver ricevuto maggiori pressioni dal Regno Uniti rispetto agli Stati Uniti, sottolineando che la sua scelta di proteggere Assange era un dovere giuridico prima che politico. La questione dell'asilo politico concesso ad Assange ha sollevato un acceso dibattito sulla libertà di stampa e sui diritti umani, evidenziando le tensioni tra le politiche occidentali e i principi di sovranità nazionale.
Correa ha dichiarato che il suo impegno nella difesa di Assange è stato motivato dalla necessità di opporsi a una "doppia morale" dell'Occidente, dove le guerre sono giustificate solo se servono gli interessi americani. Questa osservazione mette in evidenza una critica più ampia verso le politiche estere occidentali, che spesso sembrano privilegiare gli interessi geopolitici a scapito dei diritti umani e della giustizia sociale. L'ex Presidente ha anche accennato a un accanimento politico nei suoi confronti, sostenendo che la sua posizione ha attirato ire e vendette da parte di poteri consolidati.
In merito alla sua eredità politica, Correa ha espresso un forte desiderio di continuare a combattere per i valori che ha sempre sostenuto, nonostante le sfide e le persecuzioni che ha affrontato. Ha descritto il suo futuro come un impegno per la sopravvivenza e la promozione di una visione di giustizia sociale, evidenziando la necessità di un cambiamento politico in Ecuador e in tutta l'America Latina. Correa ha sottolineato che le sue esperienze, anche se difficili, non lo hanno mai fatto desistere dalla sua lotta per una società più equa.
L'intervista di Correa si inserisce in un contesto globale in cui i diritti umani e la libertà di espressione sono sempre più minacciati. Le sue affermazioni pongono interrogativi sul ruolo dell'Occidente e sulla sua capacità di mantenere una coerenza etica nelle relazioni internazionali. La questione di Assange, in particolare, diventa simbolo di una lotta più ampia contro l'oppressione e per la verità, un tema che continua a suscitare ferventi dibattiti in tutto il mondo.
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