Incontro Jeff dopo anni che non ci vediamo. Jeff é un ragazzo, anzi direi un uomo, e anche piuttosto sveglio. Sempre stato un conservatore cattolico. Amava e ama la gente che prova a scardinare i poteri forti, alla Trump per capirsi. Segue la politica, segue gli affari internazionali, insomma uno bene informato.

L’ultima volta ci siamo visti ben prima dell’inizio della pandemia, quando il mondo appariva ancora normale e forse solo a tratti un po’ sopra le righe. Ci fermiamo per un drink veloce, poi ripartirà per la Florida dove si é trasferito di recente da Brooklyn, come già ormai molti dei miei amici hanno fatto dopo il declino dello stato ultra dem, e parliamo un po’ prima che il suo aereo riparta per gli Stati Uniti.

“Ora stanno cadendo tutti i governi”, dice, “Sì, anche Draghi alla fine é caduto”, sì, confermo aspettando di capire dove volesse portarmi con la conversazione.

“Bene, ora ci saranno le elezioni e vincerà la Meloni, non siete contenti? Dopo finalmente andrà tutto a posto.” Mi dice, con aria soddisfatta.

“Mmmm, beh non é esattamente così”, gli rispondo, e mi chiedo che diamine di idea sia passata in USA dell’opposizione politica italiana degli ultimi due o tre anni.

Ma non approfondisco con lui, non ho tempo, dunque rifletto in solitudine. Jeff, d’altra parte che ne sa, pensava di far una cosa carina a dirmi quello che mi ha detto, non posso fargliene una colpa, vogliamo tutti stare meglio ed augurare il meglio a famiglia ed amici.

Mentre stavo ancora riflettendo nei giorni successivi, compare Giorgia Meloni su Fox News intervistata da Maria Bartiromo. La nota giornalista la dipinge come l’eroina che salverà l’Italia dal declino sociale, economico ed istituzionale post pandemico, come l’unica e vera opposizione.

Ma continua. La Bartiromo racconta che secondo i sondaggi  Fratelli d’Italia vincerà facilmente le elezioni prossime venture, e che Giorgia Meloni, oltre ad essere il Presidente del Partito dei Conservatori Europei, potrebbe anche essere la prima donna a divenire Primo Ministro nel Paese.

Nelle parole che sentiamo nell’intervista passano gli stessi concetti che abbiamo sentito per anni e anni da una parte e da un’altra, appena appena conditi per l’occasione da un po’ di attualità.

Ci si lamenta del problema energetico, ma non si contestano le sanzioni. Ci si lamenta della catena di approvvigionamento che può essere difficile da gestire, e per questo si chiede più controllo ed aiuto europeo, ma non si contesta il fatto che forse il Paese dovrebbe tornare a produrre in primis, slegandosi da certe dinamiche che lo ingabbiano in un do ut des dove mai guadagna (o ha guadagnato) per quanto dà (all’Europa).

Si parla di libertà, la parola viene usata mille volte, in maniera quasi stucchevole, mai una volta per come si vorrebbe o ci si aspetterebbe dopo due anni di restrizioni.

E poi non si nomina mai il concetto di indipendenza. Non é forse davvero l’essenza massima della libertà?

Indipendenza nelle decisioni, nell’approcciare al mondo, all’economia, alla vita. La sovranità che era, o almeno pensavamo fosse, un cavallo di battaglia della destra, si é poi scoperto essere soltanto ora un suo preziosissimo cavallo di Troia per il più bieco e peggiore atlantismo mai sostenuto dal Paese degli ultimi cinquant’anni, non quello di Sigonella, ma quello che non si può assolutamente mettere in discussione.

Addirittura, e sono parole della Meloni, la destra in toto, davvero ci tiene a sottolineare che, nonostante sia stata all’opposizione, ha aiutato Mario Draghi ad essere ancora più atlantista ed europeista di quanto il paese non fosse stato già in passato.

Quindi dove sarebbe l’opposizione? Se solo Jeff avesse avuto tempo, gli avrei fatto questa domanda.

La questione é molto semplice. L’idea che é passata a chi non conosce le vicende italiane se non per averle vissute da dentro, quindi anche a Jeff e a tutti i Jeff d’America, é che se le cose andavano male con il PD &Co., basterà votare la destra, come ad esempio Fratelli d’Italia e la Meloni, per far sì che le cose in Italia si sistemino.

Tuttavia, a Jeff e agli americani non é passato il messaggio che Fratelli d’Italia non é affatto il simbolo dell’opposizione e se vi fosse stato qualche dubbio, é stato fugato ampiamente negli ultimi due anni. Ambiguità nelle misure pandemiche, nessuna presa di distanza dalle vessazioni ai cittadini, niente di niente.

A Jeff e gli americani non passa il messaggio che non basta votare dalla parte opposta al PD per aggiustare le cose. Questo aiuterà soltanto a dare un nome diverso allo stesso modo di fare politica, una politica lontana dalla gente, lontana dai bisogni e dalle realtà dei singoli.

Una politica che non azzarda decisioni che possono finalmente tornare a rilanciare il Paese sul mercato, che lo stacchino da vessazioni europeiste ed atlantiste.

La politica che oggi gli americani chiamano opposizione, é la stessa che amando così tanto Draghi potrebbe riportarlo in scena sul palco o dietro le quinte, “Whatever it takes”.

Ma il teatrino della politica continua, continua perché la politica che ha governato finora é soprattutto espressione dell’establishment e non del volere della gente.

Siamo sicuri che siano solo gli americani a non aver compreso che non ci si può aspettare vera opposizione da chi ama il suo tiranno?

E’ forse questo che spaventa, perché alle urne non andrà Jeff, ma gli italiani.

MARTINA GIUNTOLI

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