Sono passate solo due settimane da quel fatidico 21 febbraio quando Vladimir Putin ha dichiarato l’indipendenza delle repubbliche del Donbass ma pare passato un secolo. Fino a quel momento tv e social erano letteralmente infestate dai virologi. Ve li ricordate i virologi? Bassetti, Pregliasco, Burioni. Sono improvvisamente spariti dai nostri discorsi, sostituiti da Putin e Zelensky. Ora il tifo italico si è spostato da non vax e si vax al derby Russia-Ucraina e il russo è diventato il nuovo soggetto da odiare per la casalinga di Voghera barbaradursodipendente. Dopo il runner, quello senza mascherina e soprattutto il temibile no vax.

Ma i virologi, i grandi desaparecidos, come l’hanno presa? Non bene. Scalzati dal giorno alla notte dai top trending di Twitter e dai salotti di Vespa e Giordano dove regnano esperti di geopolitica. Ma nonostante oramai le loro esternazioni siano ridotte ad un trafiletto nell’ultima pagina, non si arrendono. “La guerra non deve far dimenticare la pandemia” urlano disperati.

Il più ingegnoso è senza dubbio Matteo Bassetti che in questi anni ha sviluppato un’incredibile capacità di fiutare il vento per cercare di restare a galla, passando da una posizione all’altra a seconda del momento. E non appena Putin ha dichiarato guerra all’Ucraina ha fatto un bel tweet contro la guerra. Bisognava subito afferrare il trend del momento, anche se non c’entrava nulla con microbi e punture. Ma poi capisce che lui non è un esperto del settore e dopo due anni che continui a chiedere “ma sei virologo?” a chiunque osi contraddirti forse fare il geopolitico non è il caso. E quindi lanciamo l’allarme sulla variante ucraina e pigliamo due piccioni con una fava. E ovviamente (e, da un certo punto di vista, giustamente) entra in polemica con Sileri che non vuole vaccinare i profughi di uno dei popoli più no vax della terra: o tutti o nessuno.

Ma il nostro beniamino genovese quantomeno pare abbia più voglia di smetterla di rendersi antipatico e quantomeno sta prendendo una posizione netta contro il green pass oltre il 31 marzo. Molto peggio di Bassetti è l’ex attore di capolavori quali “l’ultimo guappo”. Parliamo ovviamente di Walter Ricciardi che subito lancia l’allarme: la guerra sta portando via audience alla pandemia e noi non dobbiamo abbassare la guardia. Se Bassetti ci aveva provato senza nemmeno troppa convinzione sulla “variante ucraina”, ecco che Ricciardi sparge il terrore della nuova ondata che arriva dall’Ucraina.

Il migliore è però Massimo Galli. E’ evidente il suo terrore di perdere le prime pagine dei quotidiani e grida disperato: “la guerra ci distrae dalla pandemia“. Secondo Galli “Putin ha influito sulla percezione della pandemia, ma non è finita“. Forse le bombe e bollette spaventose si percepiscono meglio dell’influenza? Galli non si arrende e, dato che ha capito che l’ultima moda è l’ultima moda, si è messo a fare anche lui il geopolitico.

Roberto Burioni tace, ma anche lui su Twitter si lancia in improbabili paralleli tra No Vax e “neutralisti” né Putin né NATO. Come si cambia per non morire.

Ma forse per noi sarebbe ora, per noi, di fare coi virologi come Dante fece con gli ignavi: “Non ragioniam di lor ma guarda e passa”. 

ANDREA SARTORI

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