Quella contestata “giarrettiera” del globalista Blair: raccolta firme per fargliela restituire

Tony Blair

Dopo anni di assenza dalle scene politiche, Tony Blair ritorna a far parlare di sè. Lo scorso anno, l’ex primo ministro britannico è riapparso sui social e in tv incitando le masse alla vaccinazione, utilizzando toni dapprima molto blandi, poi piuttosto offensivi. Chi non ricorda il suo chi non si vaccina è un idiota”affermazione molto simile peraltro a certi siparietti nostrani condotti dai virologi da salotto, i quali probabilmente seguono tutti la stessa narrativa.

Questo tipo di approccio così volutamente schierato da parte di un ex politico non poteva essere causale e infatti, come secondo un copione ormai noto ai più attenti, Blair appoggia una dopo l’altra tutte le azioni globaliste presenti in circolazione, non ultima l’agenda del riscaldamento globale, di cui si fa pieno sostenitore. Anzi, incolpa persino Boris Johnson di non essere molto incisivo al COP26 di Glasgow, come a dire “se ci fossi stato io, avrei sicuramente fatto meglio“.

Dopo queste sue recenti performance,  l’ex primo ministro non poteva che ricevere le più alte onoreficenze. E infatti si palesa proprio la regina Elisabetta che lo chiama a corte per insignirlo del titolo di Sir, secondo il famoso  Ordine della Giarrettiera, il più importante ordine cavalleresco inglese.

La carriera politica dell’ex avvocato laburista consta di ben due mandati al n.10 di Downing Street tra il 1997 e il 2007, mandati che ha sostanzialmente diviso tra l’invasione dell’Iraq prima e dell’Afghanistan poi, convividendo l’ebbrezza bellica insieme ai soliti noti statunitensi,  George W.Bush e Barack Obama, macinando insieme a loro una serie di azioni sul campo che sono costate la vita a molti militari britannici e non solo.

Ma mentre probabilmente per taluni benpensanti la mattanza in Medio Oriente rappresenta un onore e un vanto, non è affatto così per i genitori di chi quei figli li ha persi. I parenti delle vittime hanno vissuto la consegna della giarrettiera come un vero e proprio oltraggio alle loro famiglie e si sono immediatamente attivati per mettere in piedi una petizione per la restituzione dell’onorificienza che al momento ha raccolto più di 750.000 firme.

Uno dei benpensanti che si è palesato in difesa di Tony Blair è sicuramente Keir Starmer, affermando che “l’ex primo ministro merita eccome il titolo, visto che ha fatto tanto per il suo paese servendolo con devozione”, aggiungendo anche che “(…)rispetto le opinioni contrastanti e piuttosto accese che si sono scatenate nel paese, ma penso proprio che Tony dovrebbe tenersi l’onoreficienza(…)”.  Starmer ha poi continuato a tessere le lodi di Blair affermando che “(…)è davvero difficile elencare tutto quello che Tony ha fatto, e non saprei da dove cominciare. Molto complesso scegliere un solo suo successo, ma se proprio me lo chiedete, parlerei del suo impegno nell’Irlanda del Nord, un territorio in cui si è dedicato per il processo di pace come nessun altro(…)”.

Alle famiglie che hanno messo in piedi la petizione, dei successi personali di Blair davvero non importa nulla e anzi, in anonimato molti si sono esposti piuttosto duramente sull’ex primo ministro. “(…) penso che sia ridicolo insignire di tale onorificienza un criminale di guerra che andrebbe processato per i morti che ha causato.(…)”. Un altro, tale Mark Thompson, invece ha dichiarato pubblicamente che è pronto a restituire la medaglia data al figlio e sostiene che conosce, a suo dire, centinaia di  famiglie di vittime di guerra che faranno la stessa cosa se la giarrettiera non verrà restituita.

E così si rincorrono sul web testimonianze di genitori straziati che ormai non riescono più ad attribuire alle medaglie dei figli lo stesso valore che avevano un tempo. Un ex militare che si è presentato con il nome fittizio di Steve  ha addirittura commentato su LBC, “(…) che la Regina dovrebbe condannare Blair, non premiarlo(…)”.

LBC è rimasta la testata britannica più attiva nel dar voce al dissenso  e in questo caso a tutti coloro che ancora credono che l’ipocrisia non dovrebbe essere un valore da premiare, quanto piuttosto da condannare. E mentre si raggiungono numeri impressionanti di ascolto nel talk radio di James O’ Brien che ha di recente ospitato diverse testimonianze dirette di militari e di famiglie di soldati deceduti, anche il numero delle firme sulla petizione cresce a ritmi vertiginosi.

Come riporta il testo della petizione, (…) visti i crimini commessi nei confronti della costituzione britannica, del tessuto sociale, nonchè essere personalmente responsabile della morte di un numero incredibile di innocenti sia civili che militari, Tony Blair non può tenere quella onorificienza(…) e raggiunto il milione di firme sarà difficile ignorare chi pretende la restituzione del titolo.

Davvero difficile mantenere quel titolo, inoltre, se si pensa che già una corte aveva dichiarato colpevoli sia George W.Bush che Tony Blair  di crimini di guerra e genocidio per la loro invasione in Iraq nel 2003. Nel lontano 2011, dopo ben due anni di investigazioni, il tribunale di Kuala Lampur, in Malesia, dopo aver espresso la  sentenza, aveva altresì deliberato che i due nomi comparissero nella lista dei criminali di guerra, e inoltre che le risultanze del processo fossero  analizzate presso la corte internazionale dell’Aia. Almeno così chiedeva il pubblico ministero Francis Boyle, in un filmato che è tornato a girare sui social in questi giorni.

E’ davvero il caso di mantenere quella giarrettiera per Tony Blair? La clessidra della storia e della petizione stanno terminando il tempo a disposizione.

MARTINA GIUNTOLI

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