Da: https://www.thegatewaypundit.com/2021/06/washington-post-publishes-article-endorsing-exposing-children-kink/?fbclid=IwAR1q-v8Bx5M8M68bc11UOv9TXnXN_J63AWwGtLvJo2zalh9omQB01qp0VCw

Cassandra Fairbanks

Il Washington Post [di proprietà di Jeff Bezos] è stato accusato di sostenere l’adescamento dei minori e la pedofilia dopo aver pubblicato un editoriale che sostiene la necessità di esporre i bambini molto piccoli al “kink” [gamma di pratiche sessuali non convenzionali, che spesso hanno affinità col BDSM] durante le manifestazioni del Pride.

L’autrice Lauren Rowello, che usa i pronomi “they/them” * ed è un’ex prostituta, ha discusso una situazione in cui ha esposto i suoi figli alla presenza di uomini in perizoma che si frustavano a vicenda. In un editoriale intitolato Sì, il “kink” appartiene al Pride. E voglio che i miei figli lo vedano.

Rowello ha scritto che sua moglie è trans e che hanno portato i loro figli a una manifestazione del Pride a Philadelphia.

“Quando i nostri figli si sono stancati di camminare, ci siamo buttati su un marciapiede vicino. Proprio mentre ci sistemavamo, nostro figlio delle elementari ha indicato in direzione dei carri da parata in arrivo, alzando un sopracciglio verso un uomo a torso nudo con occhiali da sole scuri le cui bretelle nere si agganciavano a un perizoma di pelle. L’uomo si è fermato per essere sculacciato scherzosamente da un compagno con una frusta. ‘Cosa stanno facendo?’, ha chiesto il mio figlio curioso mentre l’altro nostro bambino piccolo li incoraggiava. La coppia è stata la prima di una dozzina di ‘kinkster’ che hanno ballato per strada, ridendo insieme mentre facevano roteare fruste e manganelli, con alcuni che comandavano i loro compagni al guinzaglio”, ha scritto.

“Al momento, i miei figli erano troppo piccoli per capire le sfumature della situazione, ma gli ho detto la verità: che queste persone erano membri della nostra comunità e stavano celebrando chi sono e cosa amano fare”.

Rowello ha continuato a lamentarsi delle persone che vogliono rimuovere l’elemento “kink” dal Pride per il fatto che i bambini ne sono esposti.

“Sono d’accordo che il Pride dovrebbe essere uno spazio accogliente per i bambini e gli adolescenti, ma controllare come gli altri si presentano non protegge né eleva i giovani”, ha scritto l’autore. “Invece, omogeneizzare l’autoespressione al Pride farà più male che bene ai nostri figli. Quando i miei figli hanno intravisto la cultura “kink”, hanno visto che la comunità queer comprende tanti modi non tradizionali di essere, vivere e amare”.

L’articolo del Washington Post continua lamentando il fatto che le persone non parlano abbastanza del “kink” ai bambini.

“Non discutiamo abbastanza con i nostri figli [del merito] di perseguire il sesso per soddisfare i bisogni carnali che ci deliziano e ci affascinano. Condividere il linguaggio della cultura ‘kink’ con i giovani fornisce a loro preziose informazioni sulle pratiche del sesso sicuro – come l’importanza di stabilire confini, parole e segnali di sicurezza, affermazioni sull’importanza della pianificazione e della ricerca e la necessità di cercare e dare un consenso entusiasta,” ha scritto. “Non voglio che i miei figli si preoccupino che esplorare qualsiasi aspetto del sesso o del contatto consensuale sia giudicato un tabù”.

Naturalmente, l’autrice è stata accolta con indignazione dalle persone normali che non vogliono che i bambini vengono adescati.

Traduzione di Molly Johnson

NOTA: Nei Paesi anglofoni le persone transgender o non binarie usano il pronome di terza persona plurale “they” anche quando ci si riferisce singolarmente a ciascuno/a di loro. In inglese questa scelta grammaticale viene chiamata “singular they” (letteralmente il “loro singolare”), in quanto non costringe a scegliere tra il pronome di terza persona singolare maschile “he” (lui) e quello femminile “she” (lei).

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