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Notizie5 Settembre 2022

Praga: più di 70mila contro Nato e sanzioni alla Russia

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Antonio Albanese analizza la manifestazione di oltre 70mila persone a Praga contro la Nato e le sanzioni alla Russia. Si discute anche della crisi economica in Europa e delle richieste di una nuova politica che rispecchi le aspettative del popolo ceco.
Punti chiave
  • Oltre 70mila manifestanti a Praga contro la Nato e le sanzioni alla Russia.
  • I cittadini chiedono le dimissioni del governo ceco e una nuova politica.
  • La crisi economica in Europa è al centro delle contestazioni.
  • Il premier Peter Fiala definisce la manifestazione 'filo-russa' e disinformativa.
  • I manifestanti chiedono neutralità nella guerra in Ucraina e stabilità economica.
L'articolo

Più di 70mila persone hanno manifestato a Praga, nella repubblica ceca, contro la Nato e le sanzioni imposte alla Russia per la sua invasione dell’Ucraina, chiedendo le dimissioni del governo ceco, “schiavo e servo all’Unione Europea”, reclamando una politica nuova che rifletta le aspettative del popolo: un fiume di persone che nemmeno la propaganda occidentale ha avuto la forza di censurare.

Sicuramente la crisi economica in Europa, che non ha risparmiato nessuno, è stata al centro delle contestazioni: riuniti sotto lo slogan “Repubblica Ceca Prima”, i cittadini hanno protestato anche contro la Nato, di cui il Paese è membro, e chiesto la fine delle sanzioni imposte dall’Ue a Mosca. Ma non solo, c’è chi spinge fortemente per “liberarsi dalla sottomissione politica all’Ue, all’Organizzazione Mondiale della Sanità e all’Onu”.

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Una presa di coscienza che non nasce certamente oggi, figlia di un’analisi politica che non risparmia le responsabilità dell’occidente, e dei poteri economici forti che gestiscono la politica estera dei Paesi caduti nella  “trappola della Nato” e dell’ Europa unita”.

I manifestanti, chiamati dai partiti aderenti a movimenti e organizzazioni indipendenti, hanno chiesto la neutralità nella guerra in Ucraina: una manifestazione, portata avanti in piazza Venceslao, in cui tantissimi esponenti, anche diversi politicamente tra di loro, convergevano in un’unione di intenti: hanno protestato contro la Nato, di cui il Paese è membro, e chiesto la fine delle sanzioni imposte dall’Ue a Mosca e un rispristino della stabilità economica del Paese. Tra gli altri temi evocati anche quello dei migranti.

Per il premier Peter Fiala, in tempo di propaganda, tutto fa brodo: la manifestazione sarebbe stata  organizzata da forze “di orientamento filorusso, vicine all’estremismo e contrarie agli interessi della Repubblica ceca”. Piu di 70mila persone.

“L’interpretazione dei fatti coincide con la posizione russa e, a mio avviso, non corrispondono agli interessi della Repubblica Ceca”, così ha detto.

Siamo alle solite: chi può davvero credere che 70mila persone siano state veicolate per  aderire ad una campagna di cui non esistono riscontri oggettivi nella realtà?” Una manifestazione “filo-russa” dice Fiala “estremista e contro gli interessi dei cittadini della Repubblica ceca”

Certamente. Peccato che tutta l’Europa, e non solo, sia scossa da un impulso nuovo: nessuno più crede che il popolo “senza testa” sia alieno dalle realtà politiche. La coscienza del futuro sta avanzando, inesorabile, facendosi spazio tra le speranze di chi credeva di riuscire a continuare a mistificare la realtà modellandola per raggiungere il proprio tornaconto.

La realtà per i comuni cittadini è che l’inflazione nella Repubblica Ceca, ma la situazione non è così differente nel resto dell’ Europa, ha subito un forte incremento aggravato dall’aumento dei costi degli affitti e dei prezzi dell’energia, attualmente la più alta dal 1993.

Peter Fiala, ha bollato la manifestazione come “filo-russa” e disinformativa, operazione che somiglia sempre più ad una prassi consolidata, di censura e discredito, aggiungendo che “Questi slogan e l’interpretazione dei fatti, non corrispondono agli interessi della Repubblica Ceca”.

Si tratta di vedere quanto gli interessi della Repubblica Ceca in Europa, c’è da chiederselo ogni volta, coincidano con gli interessi reali del popolo che vive una vita reale e si scontra con la realtà del quotidiano.

ANTONIO ALBANESE

 

 

 

 

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