Pfizer ammette: l'efficacia dei (cosiddetti) vaccini nel fermare la trasmissione del Covid non è mai stata testata, prima della loro immissione sul mercato. Lo ha dichiarato la responsabile commerciale della casa farmaceutica Janine Small, durante un'audizione a porte chiuse svoltasi lunedì all'Europarlamento, rispondendo a una domanda dell'olandese Robert Roos, vicepresidente del gruppo Conservatori e riformisti. Ieri il politico ha quindi denunciato l'accaduto su Twitter. Si arriva così a oggi, mercoledì 12 ottobre 2022: nessun quotidiano mainstream - o quasi - ne parla, nonostante l'importanza della notizia. Se infatti da un punto di vista scientifico già si sapeva, che i sieri non immunizzano, l'ammissione è grave politicamente. Facciamo il punto assieme al medico sospeso Daniele Giovanardi

La recente audizione a porte chiuse all'Europarlamento ha portato alla luce una dichiarazione sorprendente da parte di Pfizer, in particolare della responsabile commerciale Janine Small. Durante l'interrogatorio da parte del politico olandese Robert Roos, Small ha ammesso che l'efficacia dei vaccini nel prevenire la trasmissione del Covid-19 non è mai stata testata prima dell'immissione sul mercato. Questa rivelazione ha suscitato un acceso dibattito, non solo per le implicazioni scientifiche, ma soprattutto per le conseguenze politiche e sociali.
La dichiarazione di Pfizer si inserisce in un contesto già critico riguardo alla gestione della pandemia e alla campagna vaccinale. Da tempo, esperti e medici hanno sollevato dubbi sull'efficacia dei vaccini nel fermare la diffusione del virus, sostenendo che, sebbene possano ridurre la gravità della malattia, non garantiscono l'immunità né prevengono il contagio. L'ammissione di Pfizer conferma queste preoccupazioni e mette in discussione le politiche adottate dai governi, che hanno spesso legato l'accesso a diritti fondamentali come il lavoro e la libertà di movimento alla vaccinazione.
La questione centrale ora è la responsabilità politica di fronte a tali rivelazioni. Se i vaccini non sono stati testati per la loro efficacia nella prevenzione della trasmissione, ciò implica che le misure restrittive imposte ai non vaccinati, come il Green Pass e i lockdown, potrebbero essere state basate su presupposti errati. Questo scenario solleva interrogativi sulla trasparenza delle comunicazioni ufficiali e sulla fiducia che i cittadini possono riporre nelle istituzioni sanitarie e governative.
Il medico Daniele Giovanardi ha commentato che la gravità della situazione non risiede solo nei dati scientifici, ma nella loro interpretazione politica. Secondo Giovanardi, la politica ha spesso ignorato i principi di prudenza e diligenza, favorendo un approccio che ha portato a scelte discutibili e a una gestione della salute pubblica che ha avuto conseguenze dirette sulla vita dei cittadini. La sua analisi mette in evidenza l'importanza di un dibattito aperto e onesto sulle politiche sanitarie e sull'uso dei vaccini.
In questo contesto, è fondamentale che la società civile e le istituzioni sanitarie avviino un confronto serio e basato su evidenze scientifiche. Solo così sarà possibile affrontare le sfide future e ricostruire la fiducia tra cittadini e istituzioni, garantendo che le decisioni prese siano realmente orientate al bene comune e alla salute pubblica.
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