Nemmeno una riga sui giornali più venduti per raccontare la strage di ieri consumatasi a Donetsk per mano degli ucraini. Il Corriere preferisce riportare le inverosimili dichiarazioni di prigionieri russi che si scusano con l'Ucraina perché non sapevano dove stavano andando. La Repubblica denuncia minuziosamente le torture inflitte da Putin ai dissidenti interrogati dalla polizia a microfono acceso. Libero di Sallusti fa marcia indietro sul green pass fuori tempo massimo. Buon ascolto!
_____________
✔️SOSTIENICI TRAMITE BONIFICO:
IBAN: IT65C0306916355100000009028
INTESTATO A: VISIONE TV
SWIFT: BCITITMM
CAUSALE: DONAZIONE

La recente strage di Donetsk, avvenuta il 14 marzo 2022, ha suscitato un silenzio assordante nella stampa italiana. Nonostante il bilancio di almeno 23 vittime civili a causa di un missile presumibilmente lanciato dalle forze ucraine, i principali quotidiani italiani hanno scelto di non riportare la notizia. Il Corriere della Sera, ad esempio, ha preferito dedicarsi a raccontare le presunte scuse di prigionieri russi, mentre La Repubblica ha focalizzato la sua attenzione sulle torture inflitte ai dissidenti in Russia.
Questa omertà mediatica pone interrogativi sulla funzione dell'informazione e sul ruolo dei media nel contesto di un conflitto così complesso. Ignorare una strage di civili, mentre si amplificano le voci di prigionieri russi, sembra riflettere non solo una scelta editoriale ma anche una strategia di propaganda. La narrazione prevalente tende a demonizzare la Russia e a minimizzare le azioni delle forze ucraine, creando un quadro distorto della realtà. La mancanza di approfondimento sulla provenienza del missile che ha colpito Donetsk e sull'impatto delle azioni ucraine sui civili è emblematico di un'informazione che si allontana dalla verità.
Il Corriere della Sera, pur menzionando la strage, ha omesso di specificare che il missile era partito da forze ucraine, presentando l'evento come un episodio isolato e senza spiegazione. Questo approccio non solo distorce la verità, ma contribuisce a una narrazione che giustifica le azioni militari ucraine, senza considerare le conseguenze umane e civili. La stampa, invece di fungere da custode della verità, sembra diventare un megafono di propaganda, incapace di fornire un'informazione equilibrata e critica.
La questione si complica ulteriormente quando si osservano le reazioni della comunità internazionale e le dinamiche politiche in atto. Mentre i media italiani si concentrano su presunti crimini russi, il silenzio su eventi come la strage di Donetsk suggerisce una selettività nell'informazione che può influenzare l'opinione pubblica e le decisioni politiche. La situazione evidenzia come la guerra in Ucraina non sia solo un conflitto militare, ma anche una battaglia per il controllo della narrazione e dell'informazione.
In questo contesto, è fondamentale richiamare l'attenzione su ciò che viene trascurato dai media mainstream. La strage di Donetsk non è solo una notizia da riportare, ma un evento che richiede un'analisi approfondita e una riflessione critica sulle responsabilità di tutte le parti coinvolte. Solo attraverso un'informazione completa e onesta è possibile comprendere le reali dinamiche del conflitto e le sue implicazioni per la pace e la sicurezza internazionale.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

