Obblighi e pass: si accende la protesta in tutta Europa

Non solo Italia. Se è vero che, con il recente decreto che obbliga i lavoratori al Green Pass, il nostro ha conquistato il poco lusinghiero primato di Paese più repressivo d’Europa, anche nelle altre Nazioni non si vive in libertà. Le costrizioni legate all’iniettamento universale vengono implementate un po’ ovunque, come fosse una decisione presa da una “cupola” che passa persino sulle teste dei governanti.

Ma le popolazioni europee cominciano a reagire ed a farsi sentire. Dopo la Francia, più abituata fin dai tempi dei gilet gialli a protestare ad oltranza nelle piazze, anche i cittadini di altri Paesi cominciano a dire basta. Solo questa settimana in Olanda, Svizzera, Slovenia, Finlandia, Serbia, Lettonia, e appena fuori dai confini anche in Turchia e in Israele.

Nella piccola Slovenia non sono andati troppo per il sottile: non appena il governo si è azzardato a imporre il green pass per fare benzina, è stato dato l’assalto al Parlamento. Sembra che il provvedimento sia stato in seguito ritirato.

L’Olanda, fin qui raccontata come il paradiso della libertà, ha da pochi giorni implementato il green pass obbligatorio per bar, ristoranti, teatri, concerti. Le proteste seguite all’annuncio di Rutte sono state definite “le più imponenti in Olanda da molti anni”. Gli olandesi sono anche molto sensibili alla sistematica distruzione del settore musicale ed artistico, determinata dalla restrizioni.

I cittadini della Lettonia sono in piazza da agosto, e c’è una notevole resistenza all’inoculazione di massa come accade anche in altri Paesi dell’Est. Il governo ha appena proposto vaccinazioni obbligatorie per i sanitari, i lavoratori a contatto col pubblico e gli insegnanti. In Finlandia, la popolazione sta protestando contro le vaccinazioni obbligatorie per i bambini, l’obbligo dei tamponi e la prossima introduzione del Green Pass.

Anche la Serbia si è unita alle proteste globali di sabato 18 settembre con una grande manifestazione a Belgrado. Ma chi sta davvero sovvertendo tutti i luoghi comuni sono gli svizzeri, che due notti fa hanno assaltato il Palazzo Federale a Berna. La Polizia è intervenuta con cariche e cannoni ad acqua, con grande stupore e scandalo di politici e commentatori.

Appena fuori dai confini continentali, arrivano notizie di manifestazioni in due Paesi inaspettati: la Turchia e Israele. A Istanbul, la folla si è riunita al grido “Non saremo cavie” e “Noi siamo contro Bill Gates”.

Ma più di tutto fa bene al cuore vedere che finalmente osano protestare anche gli israeliani. Tra slogan contro le vaccinazioni forzate e la Pfizer, il Paese più vaccinato del mondo ha ora acceso le  sue piccole luci. Speriamo che sia solo l’inizio.

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