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Notizie1 Novembre 2022

Nutriscore: la Ue vuole introdurre un lasciapassare alimentare che discrimina vino, olio e formaggi

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📺 Pubblicato su YouTube · Canale Visione TV
Il video analizza il sistema Nutriscore, evidenziando le sue criticità e le ingiustizie verso i prodotti alimentari tradizionali italiani. Nonostante il rinvio della sua attuazione, il dibattito rimane acceso sulle sue implicazioni per la salute pubblica.

L'Unione Europea ha recentemente deciso di posticipare di sei mesi l'inizio della procedura per l'adozione del Nutriscore, un sistema di etichettatura alimentare che ha suscitato polemiche e opposizioni, in particolare da parte dell'Italia. Questo sistema, già in uso in paesi come Francia, Germania, Belgio e Portogallo, si basa su un algoritmo che analizza la composizione nutrizionale degli alimenti, attribuendo un punteggio che va da A a E, dove A indica un alimento salutare e E uno da evitare. Tuttavia, la sua applicazione potrebbe penalizzare alcuni dei prodotti alimentari più rappresentativi della tradizione culinaria italiana, come vino, olio d'oliva e formaggi.

Il Nutriscore si fonda su una valutazione che considera la quantità di ingredienti considerati poco salutari, come sale, zuccheri e grassi saturi, rispetto a quelli ritenuti desiderabili, come fibre e proteine. Tuttavia, questa metodologia non tiene conto di fattori cruciali come l'origine degli alimenti e il loro contesto all'interno di una dieta equilibrata. Le critiche si concentrano sulla possibilità che prodotti di alta qualità e tradizionali vengano etichettati come poco salutari, mentre alimenti industriali, magari più ricchi di zuccheri e conservanti, possano ricevere valutazioni migliori.

Le anomalie generate dal Nutriscore sono evidenti. Ad esempio, l'olio extravergine d'oliva, considerato un alimento fondamentale nella dieta mediterranea e riconosciuto per le sue proprietà benefiche, potrebbe essere penalizzato a causa del suo alto contenuto di grassi. Questo approccio rischia di presentare un'immagine distorta della salute alimentare e di incoraggiare scelte che non riflettono una vera e propria alimentazione equilibrata. La questione si complica ulteriormente quando si considera che l'etichetta non fornisce informazioni sulle manipolazioni a cui possono essere sottoposti gli alimenti industriali.

Il rinvio della discussione sul Nutriscore non rappresenta una vittoria definitiva, ma piuttosto un'opportunità per rivedere e riconsiderare un sistema che potrebbe avere effetti deleteri sulla salute pubblica e sull'economia di interi settori agroalimentari. L'Italia, insieme ad altri paesi, continua a opporsi a un modello che sembra favorire la produzione industriale a scapito della qualità e della tradizione. La battaglia contro il Nutriscore è, quindi, non solo una questione di etichettatura, ma una difesa di un patrimonio culturale e gastronomico che merita di essere tutelato.

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