Novavax, il vaccino “retrò” per novax nostalgici (però poi vi tocca il mRna lo stesso)

Non appena l’Ema ha dato l’ok al nuovo vaccino Novavax, è prontamente cominciata la fanfara: “arriva il vaccino che piace ai novax”. In tv e sulle pubbliche gazzette tutti si affrettano a fingere entusiasmo, convinti che gli “esitanti” (come se qualcuno stesse ancora lì ad esitare dopo 12 mesi) finalmente si convinceranno piegandosi alla puntura.

La tecnica è “tradizionale trentennale”, poi “non è un vaccino genico”, ed è “completamente differente dalla tecnologia a mRna”. Insomma, l’idea che si trasmette è quella di un metodo retrò, analogo all’antivaiolosa che i boomer hanno fatto in tutta sicurezza ai bei tempi della loro gioventù, e che sa tanto di Prima Repubblica, bici Bianchi e Fiordifragola. Una tentazione irresistibile.

Naturalmente la pubblicità è una cosa, la realtà è un’altra. Il vaccino “proteico”, come spiega la stessa Ansa, funziona in un modo non molto diverso dagli altri: “immissione in un ‘baculovirus’ di una porzione di Dna con le informazioni utili a produrre la proteina Spike. In una fase successiva, alcune cellule vengono infettate dal virus e quando il materiale è all’interno, il baculovirus libera il materiale genetico utile alla produzione della Spike.”

In pratica è di nuovo il nostro organismo ad essere deputato alla produzione della proteina spike, anche se usando una tecnologia diversa. Ed è proprio questo il punto che rende scettica la maggior parte dei riluttanti, non tanto la tecnologia mRna (che pure non piace) o la paura dell’ago come alcuni hanno vaneggiato. Forse un semplice vaccino a virus completamente inattivato (quello sì, retrò e anni ’70) potrebbe convincere qualcuno, ma a quanto pare il cinese Sinovac e il russo Covivac proprio non piacciono all’EMA e agli organismi occidentali. “Non funzionano”, si sostiene, come se invece i vaccini adottati funzionassero perfettamente.

Ma in ogni caso, questo Novavax suona ancora più di trappoletta per scettici se consideriamo che la tecnologia mRna, appena cacciata dalla porta, rientrerà prontamente dalla finestra. L’Aifa si è infatti affrettata a comunicare che sì, fatevi pure le due dosi previste di Novavax, ma il “richiamo” (cioè la terza dose che ineluttabilmente vi toccherà prima della quarta, della quinta ecc) dovrà obbligatoriamente essere con tecnologia mRna.

Insomma, il Novavax è una trovata di marketing, come l’offerta speciale sul prodotto entry level: indurre i non clienti all’acquisto, per poi fidelizzarli (a forza) e portarli ad acquistare il prodotto di punta. Vecchie tecniche che chiunque abbia comprato un’auto nuova o usata conosce.

E voi, comprereste un’auto usata da costoro?

DEBORA BILLI

 

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