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Notizie29 Novembre 2021

Notre Dame trasformata in un parco a tema: la ridicolizzazione del Bello e del Sacro

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza la trasformazione di Notre Dame in un parco a tema, evidenziando la ridicolizzazione del Bello e del Sacro. Si discute anche delle implicazioni culturali e religiose di questo progetto, che suscita preoccupazione tra intellettuali e religiosi.
Punti chiave
  • Il rogo di Notre Dame ha colpito profondamente la cultura francese.
  • Il progetto di ricostruzione mira a trasformare Notre Dame in una Disneyland woke.
  • Maurice Culot critica la banalizzazione del luogo sacro e artistico.
  • Si evidenziano riferimenti culturali non europei nel nuovo progetto.
  • Il passato vandalico della Francia è paragonato all'attuale ipocrisia culturale.
L'articolo

Il terribile rogo della cattedrale di Notre Dame di Parigi è stato un vero shock culturale per tutti, religiosi e laici: Notre Dame non è solo un luogo santo consacrato alla Vergine o un capolavoro dell’arte gotica, è anche Victor Hugo con la storia di Quasimodo ed Esmeralda, vicenda ben presente nell’immaginario collettivo, rivivificata anche dal musical di Cocciante e dal film della Disney.

E proprio dalla Disney si parte. Perché il progetto di ricostruzione di Notre Dame vuole trasformare uno dei simbolo della Francia profonda in una Disneyland woke. Il noto architetto francese Maurice Culot ha visto il progetto ed è inorridito “Una cosa del genere sarebbe stata impensabile per Westminster Abbey o la Basilica di San Pietro” afferma. “E’ stata trasformata in un parco a tema infantile e triviale”

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Confessionali e sculture classiche levate per far spazio a murales e giochi di luce, e cappelle con riferimenti all’Africa e all’Asia, ma non all’Europa e alle Americhe. Una sorta di “Cristianesimo for dummies” nella versione terzomondista e ideologica che tanto piace al Pontefice della Pachamama.

Notre Dame subì già degli scempi in passato: durante la rivoluzione francese i giacobini compirono tali vandalismi che Napoleone, durante la sua incoronazione, dovette far coprire con le bandiere degli eserciti sconfitti quegli obbrobri per non turbare papa Pio VII. Ma la Francia di Macron è molto più vandalica di quella giacobina, perché più ipocrita. Quantomeno nel 1792 dichiararono apertamente il loro odio verso il passato cristiano. Oggi lo si maschera col politicamente corretto.

Nell’incendio del 2019 la parte più antica e sacra di Notre Dame si salvò miracolosamente dalle fiamme. Per quanto costoro si accaniscano non riusciranno certo a distruggere quel capolavoro di sacro ed esoterico che i costruttori medievali eressero. Non vi riuscirono i giacobini col loro odio dichiarato, non vi riuscirà Emmanuel “Napoléon le Petit” Macron col tentare la carta della ridicolizzazione.

ANDREA SARTORI

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