Massimo Citro, medico e saggista, denuncia con forza gli insensati protocolli ministeriali che consigliano tachipirina e vigile attesa: "la vigile attesa è un non senso scientifico. Devono far credere di combattere contro una malattia incurabile per giustificare l'utilizzo in via del tutto eccezionale di vaccini ancora in fase sperimentale"

Massimo Citro, medico e saggista, ha sollevato interrogativi critici riguardo ai protocolli ministeriali adottati nel contesto dell'emergenza sanitaria. Citro ha definito la "vigile attesa" un "non senso scientifico", sostenendo che questa strategia è volta a far credere alla popolazione che si stia combattendo una malattia incurabile. Secondo lui, ciò giustificherebbe l'uso di vaccini ancora in fase sperimentale, creando un clima di paura e di controllo.
Nel suo intervento, Citro ha evidenziato come la comunicazione istituzionale abbia manipolato la percezione del rischio, inducendo la popolazione a vaccinarsi per evitare di essere esclusa dalla "normalità". Questa strategia, a suo avviso, sfrutta l'ansia generata dall'anticipazione di misure restrittive, spingendo le persone a prendere decisioni che altrimenti non avrebbero fatto. Citro critica anche i protocolli che prescrivono la somministrazione di tachipirina, sostenendo che questi non fanno altro che aggravare la situazione dei pazienti, portandoli a forme più gravi della malattia.
La denuncia di Citro si estende alla questione della libertà individuale, che egli considera minacciata da una crescente dittatura sanitaria. Sostiene che l'imposizione di vaccini, insieme alla gestione della comunicazione, rappresenti un attacco ai diritti fondamentali. Egli si riferisce a una "oligarchia tecnocratica" che, secondo lui, controlla le istituzioni sanitarie e media, impedendo un dibattito aperto e critico sulle terapie disponibili e sulle scelte di cura.
Citro avverte che l'attuale emergenza sanitaria potrebbe essere utilizzata come un'opportunità per forgiare una "nuova umanità", caratterizzata da relazioni ridotte e sentimenti soppressi. Questa visione distopica suggerisce un futuro in cui le interazioni umane sono mediate dalla tecnologia, e dove il valore dell'umanità stessa viene messo in discussione. La sua analisi invita a riflettere sulla direzione che sta prendendo la società e sul rischio di perdere elementi fondamentali della nostra umanità.
In conclusione, la posizione di Citro pone interrogativi cruciali riguardo alla gestione della pandemia e alle scelte politiche e sanitarie che ne derivano. La sua critica ai protocolli ministeriali e la denuncia di un clima di paura e controllo sollevano questioni etiche e sociali che meritano un'attenzione seria e un dibattito pubblico aperto.
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