Marco Della Luna svela i trucchi che il potere utilizza per tenere sempre i sudditi in uno stato di terrore indotto che finisce con il limitare fortemente- fino ad annullare- le capacità critiche di uomini e gruppi che restano così lungamente in balia di un potere cinico, infingardo e perverso

Marco Della Luna, scrittore e avvocato, analizza il ruolo della paura come strumento di governo, evidenziando come il potere utilizzi questa emozione per mantenere il controllo sulla popolazione. Secondo Della Luna, la paura non è solo una reazione naturale, ma un metodo deliberato per manipolare le masse, limitando la loro capacità critica e rendendole più suscettibili all'influenza del potere. Egli sottolinea che storicamente, l'uso della paura ha radici profonde, risalendo a epoche come quella della Rivoluzione francese, dove il terrorismo veniva impiegato come strumento per governare e mantenere l'ordine.
Il pensiero di Della Luna si sviluppa attorno a una critica della concezione materialistica della realtà, sostenendo che questa visione ha contribuito alla creazione di un sistema socio-economico fallimentare. Egli argomenta che l'attuale tecno-capitalismo, in particolare, sta generando risultati disastrosi, superando in sciaguratezza le peggiori dittature del passato. Per Della Luna, la crisi del pensiero occidentale è dovuta a una contraddizione interna che ha portato alla paralisi delle capacità critiche degli individui, rendendoli vulnerabili a manipolazioni emotive.
Inoltre, Della Luna mette in evidenza come la comunicazione moderna, attraverso i mezzi di massa, amplifichi la paura e l'allarmismo, contribuendo a un clima di disinformazione. La presentazione distorta dei dati e delle informazioni da parte dei media, secondo lui, è finalizzata a manipolare l'opinione pubblica, inibendo la capacità critica delle persone. Questo fenomeno di disgregazione del pensiero critico è aggravato dall'esposizione continua a stimoli comunicativi frammentati, che non favoriscono un ragionamento logico e coerente.
Infine, Della Luna propone una riflessione su come il recupero di una visione più profonda e filosofica della realtà, ispirata a pratiche come lo yoga, possa rappresentare una via d'uscita dalla condizione attuale. La sua proposta si fonda sull'idea che, per affrontare le sfide contemporanee, sia necessario sviluppare una maggiore consapevolezza e capacità critica, recuperando una dimensione spirituale e trascendente che sembra mancare nel dibattito pubblico odierno.
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