Lula ritorna presidente del Brasile a seguito delle elezioni di ottobre.

Il rappresentante della sinistra brasiliana ha infatti sconfitto, benché a stretto margine, il presidente uscente Jair Bolsonaro.

Una delle priorità del nuovo esecutivo? La revisione dei criteri di assegnazione degli assegni familiari.

Il governo di transizione di cui Lula è a capo ha già discusso la questione con i dipartimenti dell’economia, per pianificare la gestione degli aiuti alle famiglie in difficoltà.

Gli assegni saranno garantiti alle famiglie indigenti, a patto però che i figli siano regolarmente iscritti a scuola e siano stati sottoposti non solo alle vaccinazioni infantili previste ma anche al siero anti-Covid.

Pena l’interruzione degli aiuti o addirittura la non assegnazione.

Bolsonaro aveva eliminato un pacchetto di assegni familiari istituito prima dell’inizio del suo mandato, denominato Bolsa Familia, in quanto gli aiuti forniti erano considerati economicamente molto limitati, legati criteri che ne disincentivavano la richiesta.

Bolsonaro aveva quindi istituito Auxilio Brasil, un sostegno al reddito che invece prevedeva maggior flessibilità, ed era economicamente parecchio più consistente.

Lula ora mantiene il nome Auxilio Brasil, ma dichiara che i criteri di assegnazione cambieranno: torneranno di fatto a essere quelli della sua vecchia Bolsa Familia.

Lo stesso Lula ha affermato:

È essenziale riaffermare che cercheremo una transizione che dia la priorità alla salvaguardia dei diritti della popolazione ed eviti qualsiasi discontinuità. Abbiamo avuto un’esperienza molto positiva nel 2002, nel passaggio dell’amministrazione Fernando Henrique Cardoso, e speriamo che la cosa avvenga allo stesso modo, guidati dagli interessi delle persone. Attualmente, Auxilio Brasil elargisce la stessa cifra per un uomo single e per una donna che vive con i suoi figli. Questa è una misura fortemente ingiusta

Chiaro che questo tipo di aiuto sia ingiusto, chi non sarebbe d’accordo.

Eppure la soluzione proposta da Lula sarà persino peggiore del problema. Molte famiglie in difficoltà si troveranno a dover obbedire ai diktat dello Stato per avere un tozzo di pane.

E questo sarebbe più giusto?

È forse più giusto barattare pochi spicci in cambio della dignità di un pasto caldo per i propri figli? Si parla di appena 13 dollari a bambino vaccinato sotto i 16 anni.

Lula tuttavia non accetta compromessi. Così era quando era già presidente, così sarà ora che è tornato. Ribadisce Lula:

Tutto questo è stato decostruito nel governo Bolsonaro e verrà ripreso, perché è un diritto della popolazione.

Il diritto di mangiare passerà dunque dall’obbligo vaccinale. In ogni momento il governo potrebbe decidere di inasprire i criteri per continuare ad avere accesso al sostegno alla famiglia.

Chi si sottrae potrebbe avere amare sorprese, del tipo: no vaccino, no prelievo al bancomat?

Le politiche di libertà vaccinale e volte all’abolizione delle restrizioni Covid, portate avanti da Bolsonaro, sfumano così in poco tempo.

MARTINA GIUNTOLI