L'avvocato Lorenzo Tamos spiega in punta di diritto perché il decreto cautelare monocratico che ha sospeso l'effetto della sentenza del Tar del Lazio- impugnata dal governo- non poggia su solide basi giuridiche

La recente decisione del Consiglio di Stato, che ha sospeso l'efficacia della sentenza del Tar del Lazio riguardante l'accesso ai verbali del Comitato Tecnico Scientifico, ha suscitato un acceso dibattito giuridico e sociale. L'avvocato Lorenzo Tamos ha definito questa manovra come una "forzatura" giuridica, evidenziando che il decreto monocratico, emanato dal presidente della terza sezione del Consiglio di Stato, non si basa su solidi fondamenti giuridici.
Tamos sottolinea che il decreto in questione è stato emesso in un contesto di emergenza, ma sostiene che le motivazioni addotte dalla presidenza del Consiglio dei Ministri non giustificherebbero la sospensione. Secondo l'avvocato, la mancanza di ragioni sostanziali legate alla sicurezza di Stato o alla segretezza dei dati rende il provvedimento problematico. La presidenza del Consiglio ha infatti fornito solo ragioni formali e qualificatorie, senza dimostrare l'esistenza di un "bene della vita" da proteggere, come richiesto dalla normativa vigente.
La questione si complica ulteriormente se si considera che il Consiglio di Stato ha richiamato l'articolo 111 del codice del processo amministrativo, il quale consente l'adozione di decreti monocratici solo in presenza di eccezionali ragioni di gravità e urgenza. Tamos contesta questa applicazione, affermando che non è stata dimostrata alcuna urgenza tale da giustificare la sospensione della sentenza del Tar. La decisione di mantenere i verbali segreti fino alla camera di consiglio, prevista per il 10 settembre, potrebbe quindi essere vista come una violazione del diritto all'informazione dei cittadini.
In un contesto in cui la trasparenza e l'accesso alle informazioni sono fondamentali per il funzionamento di una democrazia, la scelta del Consiglio di Stato di limitare l'accesso ai documenti del Comitato Tecnico Scientifico solleva interrogativi sulla legittimità di tali provvedimenti. Tamos mette in evidenza che i cittadini hanno il diritto di conoscere le motivazioni alla base delle decisioni governative, soprattutto quelle che hanno avuto un impatto significativo sulle libertà individuali durante la pandemia.
La situazione attuale pone dunque un dilemma: da un lato, la necessità di garantire la riservatezza in situazioni di emergenza; dall'altro, il diritto dei cittadini a essere informati su questioni che riguardano la loro salute e i loro diritti fondamentali. La decisione del Consiglio di Stato potrebbe avere ripercussioni significative, non solo per il caso specifico, ma anche per il principio di trasparenza e responsabilità che dovrebbe caratterizzare l'azione pubblica.
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