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Notizie30 Dicembre 2021

L’ONU propone la “polizia climatica”. Ma la Russia dice no… e l’Italia anche

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
polizia climatica
Arnaldo Vitangeli analizza la proposta dell'ONU per una 'polizia climatica', evidenziando il veto della Russia e l'opposizione di altri Paesi. Si discute anche delle implicazioni geopolitiche e economiche legate alla lotta contro i cambiamenti climatici.
Punti chiave
  • L'ONU ha proposto una bozza sulla 'sicurezza climatica'.
  • La Russia ha posto il veto contro la proposta dell'ONU.
  • L'India ha votato contro, mentre la Cina si è astenuta.
  • L'Italia ha sorprendentemente votato contro la bozza.
  • Le potenze asiatiche si oppongono al controllo occidentale sugli Stati.
L'articolo

La presunta lotta ai cambiamenti climatici è, insieme alla presunta lotta alla pandemia, l’elemento principale alla base del progetto del grande reset che è l’obiettivo fondamentale delle oligarchie finanziarie ed economiche globali.

La cosiddetta “emergenza climatica”, quale che siano le sue vere dimensioni e le sue vere cause, viene utilizzata strumentalmente dal potere finanziario globale per portare avanti una profonda trasformazione del sistema produttivo (con l’aiuto dell’emergenza pandemica), mandando fuori mercato tutte quelle piccole e medie imprese che non hanno i mezzi finanziari per adeguarsi alle nuove regole “green”, per consentire alle multinazionali proprietarie dei brevetti e delle tecnologie per ridurre le emissioni di fare colossali guadagni e, infine, dai signori di Wall Street per creare una nuova bolla speculativa “verde” drenando risorse dall’economia reale verso l’economia finanziaria.

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Non meno importanti rispetto agli obiettivi economici sono poi gli obiettivi geopolitici che l’allarme climatico punta a raggiungere, imponendo il controllo militare di vaste aree del pianeta da parte degli autoproclamati difensori dell’ambiente, e di impedire, attraverso una serie di vincoli stringenti, lo sviluppo dei Paesi africani, asiatici e sud americani.

Ma il progetto di controllo globale, militare ed economico, delle oligarchie finanziarie occidentali si scontra con la resistenza di molti Paesi non occidentali, e tra questi, tanto per cambiare, la parte del leone la fa la Russia di Putin. Per comprender la dimensione e l’importanza del fenomeno basti pensare allo scontro tra blocchi avvenuto un paio di settimane fa e ignorato o deformato dalla stampa occidentale.

Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU aveva infatti proposto il 13 di dicembre una bozza sulla “sicurezza climatica” che sarebbe stato il primo passo nella costituzione di una polizia climatica globale.

In sostanza nella bozza presentava si postulava che i cambiamenti climatici sono destinati a creare instabilità, migrazioni di massa e terrorismo, gestibili solo attraverso un controllo militare dei territori dove si verifica l’emergenza climatica. Controllo che, ovviamente, spetta alle grandi potenze, Stati Uniti per primi.

La proposta è però naufragata per il veto posto da Mosca, supportata dall’India che ha votato contro la bozza e dalla Cina che si è astenuta.

Persino l’Italia, miracolosamente, ha votato contro.

Nel motivare il suo veto l’ambasciatore russo Nebenzia ha sottolineato che, se la bozza fosse stata approvata, il Consiglio di Sicurezza si sarebbe attribuito un potere di valutazione che non gli spetta e, al tempo stesso, si sarebbe autoassolto da ogni responsabilità per sottosviluppo, guerre e terrorismo, fenomeni genericamente attribuiti ai cambiamenti climatici e non alle scelte politiche.

“Che idea graziosa, quella di attribuire tutto alle emissioni di gas serra, così come al sole e alla luna, trasferendo al contempo la responsabilità sugli stessi Stati emergenti”, ha chiosato Nebenzia, aggiungendo una citazione del grande poeta russo Puskin che, in una poesia su un tale che era innamoratissimo, gli fa dire: “Ah, è facile ingannarmi!… desidero ardentemente di essere ingannato!“. “Forse, molti dei Paesi bisognosi che aspirano a ricevere assistenza dai donatori hanno un’immagine alquanto elevata dei loro potenziali salvatori”

Il tema è stato anche al centro di un dibattito ai margini della COP26 a Glasgow il 2 novembre, intitolato “Clima, Pace e Stabilità: gestire il rischio alla COP ed oltre”, nel quale il segretario generale della Nato Stoltenberg e il ministro della Difesa del Regno Unito, Ben Wallace. Quest’ultimo ha sostenuto che “Come ministri della Difesa… dovremo confrontarci con le conseguenze della mancata adozione delle politiche climatiche” “Senza sicurezza non ci saranno le mitigazioni che vogliamo ottenere per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e contenere il riscaldamento a 1,5 gradi”. I Paesi Nato dovrebbero “sviluppare forti partenariati, talvolta con partner non tradizionali, per assicurare l’offerta di sicurezza e resilienza in tutto il mondo… parte della soluzione è muoversi con la difesa all’estero”

Insomma la Russia e le potenze asiatiche si oppongono al progetto delle potenze occidentali di cancellare la sovranità degli Stati in nome della lotta al cambiamento climatico e di giustificare nuove guerre imperialistiche con la scusa della difesa dell’ambiente, dopo decenni di aggressioni occidentali a Paesi non allineati con la scusa di “esportare la democrazia”.

ARNALDO VITANGELI

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