Lo spread dei diritti civili

Suona strano che questa volta gli europeisti più convinti, non quelli dell’Europa delle Nazioni ma gli ultras degli apparati burocratici di Bruxelles e Strasburgo cui nulla sfugge, nelle loro infinite e onanistiche analisi macro e micro, non abbiano fatto caso ad una palese dicotomia fra cosa stia accadendo in Europa e cosa in Italia.

Strano anche perché appena si intravedeva uno scostamento fra le rigide regole capestro attinenti alle finanze dello Stato, debito, deficit, spesa pubblica, politiche del (non) lavoro, ecc. l’Italia e il suo governo di turno veniva additata come pecora nera, nazione fra i “PIGS”, fanalino di coda della marciante Europa nonché regno dello spread.

Questa volta però no! Nella foga sanitaria collettiva a molti non dà fastidio che all’Italia e al suo popolo sia stato riservato un trattamento speciale, diverso dagli altri “Paesi trainanti”, in ambito di diritti civili (più che in campo sanitario).

Si perché il certificato verde (o green pass come vantano solennemente i suoi possessori anglofoni e ridicolmente snob, quelli che se lo fotografano per esibirlo sui social) nelle modalità e coercizioni applicate in Italia non esiste nella vecchia culla della civiltà democratica da esportazione.

E le Nazioni Unite? Non hanno nulla da obiettare, loro così sensibili ai diritti civili e agli Human Rights? Volessimo figurarci un mappamondo nella sala dei bottoni delle United Nations, una sorta di mappa del rischio concernente i diritti umani troveremmo sempre i soliti “Stati canaglia” in color rosso, gli Stati non allineati al pensiero unico e quelli magari con una Banca Centrale non colonizzata dai soliti noti. A livello informativo, ma dovremmo dire disinformativo, troveremmo quegli Stati non allineati sulla bocca della stakanovista Giovanna Botteri, pronta a pugilare dalle reti Rai con foga indomita, questo o quel caudillo antipatico a Washington, come lei purtroppo tanti altri pugilatori a pagamento.

L’Italia di Draghi invece la troverete sempre performante e rassicurante, addirittura il venerabile e taumaturgico Presidente del Consiglio è riuscito (nonostante pandemia e due anni di emergenza nazionale) in poco tempo ad invertire le tendenze negative degli indicatori economici dello stivale proiettandoci nel radioso futuro con un rinnovato ruolo importante fra i Paesi Leader del mondo.

Roba da fare invidia all’Istituto Luce!

Certo che qualche italiano (circa un 20% sottostimato) nutra ancora dei dubbi sull’efficacia della vaccinazione e ancor di più sugli strumenti per attuarla al numero più elevato possibile di persone scoccia all’inquilino di Palazzo Chigi. Come non fidarsi di multinazionali che hanno portato salute e benessere in giro per il globo terracqueo? E come non porre fiducia nelle politiche degli Stati che hanno cercato strenuamente di portare la democrazia occidentale a Kabul per oltre un ventennio cercando di spezzare le reni alle loro creature Talebane, così utili quando esisteva l’Unione Sovietica. Che pasticciaccio.

Sabato è stato il ventennale della prima farsa globale messa in scena dal palco di NYC/Washington/Hollywood. La madre (nonché scusante) di tutte le guerre atte a drogare i PIL agonizzanti dei vecchi Paesi colonialisti. Ebbene così come gli studiosi del ciclo economico ipotizzarono regolari onde brevi, medie e lunghe come Kondratiev (50 – 70 anni) per disegnare la ciclicità delle crisi economiche di sovrapproduzione, in egual maniera possiamo facilmente immaginare che qualche genio del male abbia messo a punto dei cicli bellici atti a risollevare artificialmente le sorti del capitalismo globale e dei suoi attori principali.

In una sfortunata escalation il Covid-19 è un “11 Settembre” su scala globale che non colpisce più casualmente solo i frequentatori di Aeroporti o le sfortunate vittime di attentati, ma si annida potenzialmente nelle case di tutti noi, specie in quelle italiane vista la premura con cui si ha intenzione di regolare le nostre libertà nel silenzio collettivo delle varie contessine von der Leyen, da quelle spiaggiate a Capalbio a quelle che hanno scalato le vette della burocrazia Europea.

Porsi qualche domanda in più su come il nostro Paese viene manipolato all’uopo di chi, da tempo, vuole colonizzarlo in maniera violenta sarebbe necessario, ma siccome il “genocidio di cervelli” e di senso critico è stato perpetrato per decenni a mezzo TV e accontentando l’italiano medio con le briciole di piacere (calcio, vacanza agostana, fama di buongustaio poi di  latin lover e/o di donna mediterranea intrigante etc.) ecco che il popolo si è assuefatto, si è fidato, disinteressato a lasciato fare sulle politiche economiche, del lavoro, sanitarie fino a farsi iniettare un farmaco in via sperimentale firmando una raccapricciante manleva.
Il capolavoro del male è compiuto, l’esperimento di soggiogazione collettiva quasi. Per questo è importante ancora pensare criticamente e resistere!
PIERLUIGI ORATI

Visione TV

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