Mentre si aggira per le strade di Berlino, Stierlitz nota che la gente lo sta fissando con sospetto. “Mi hanno individuato! Come è mai possibile? Sarà per i miei lineamenti russi… o per il paracadute che mi sono dimenticato di togliermi dalle spalle?”. Stierlitz è il popolarissimo equivalente sovietico del nostro James Bond, ed è protagonista di infinite barzellette che velatamente prendevano in giro il KGB. Perché noi abbiamo un’idea falsata dei russi come di un popolo di musoni. In realtà sono un popolo molto ironico: e la figuraccia occidentale sulla Terza Guerra Mondiale ha portato a galla tutta questa ironia, che arriva persino da figure istituzionali.

Il presidente americano Joe Biden aveva annunciato l’invasione dell’Ucraina per il 16 febbraio. Ieri, come molti hanno notato, non vi è stata alcuna invasione. E lo sfottò principale (anche se più scontato) arriva direttamente dal presidente Vladimir Putin che domanda agli americani di informarlo sull’ora precisa dell’attacco. Un po’ la vendetta karmica di un uomo che, come agente del KGB (e grande ammiratore proprio del personaggio di Stierlitz) è stato a sua volta oggetto di barzellette in patria. Ma la più scatenata è, al solito, la portavoce del ministro degli Esteri Maria Zakharova che scrive “Mi farebbe piacere sapere da americani e inglesi quando saranno le prossime guerre che, sapete, devo anche programmare le mie vacanze.” La Zakharova aveva in precedenza demolito con la sua verve ironica il direttore di Repubblica Maurizio Molinari che già parlava di truppe russe ammassate al confine ucraino. La portavoce russa fece notare al giornalista italiano che la città dove i russi avevano messo le truppe non si trovava sul confine ucraino.

La Zakharova è scatenata e getta acqua sul fuoco anche sulle incendiarie dichiarazioni del segretario della NATO Stoltenberg. La portavoce non solo dice che la Russia non prenderà sul serio Stoltenberg , ma ironizza sul fatto che il suddetto sia stato nominato a capo della Banca Centrale Norvegese.

“Queste dichiarazioni fatte da Stoltenberg, che è il segretario generale della Nato – o un banchiere, sono ancora confusa – non ci interessano più”. Maria Zakharova ovvero come evitare con stile una guerra, ma un colpo da maestro lo aveva segnato anche il ministro degli Esteri Sergej Lavrov quando ha domandato alla sua controparte inglese se riconosceva la sovranità russa su Rostov e Voronezh (russe da sempre), andandosene dopo un “never, never, never” che suono come una bocciatura in geografia degna di Di Maio.

Arriviamo anche al tweet dell’Ambasciata russa in Sudafrica che è di fatto un meme. John Travolta/Vincent Vega che si guarda attorno in Ucraina, dove non si appalesa alcun esercito russo. Il quotidiano russo Lenta, poi, si prende gioco di Reuters che addirittura aveva avviato una diretta notturna da piazza Maidan in attesa dei carri armati (sovietici?). Risultato: qualcuno manda in diretta l’inno russo, e qualcun altro spedisce davanti alla telecamera Reuters un drone con l’annuncio per vendere un garage. Figuracce internazionali a ripetizione.

ANDREA SARTORI

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