Sostieni il canale
1.534 di 2.000 sostenitori questo mese 76%
Dona
Salta al contenuto principale

Visione TV

a
Notizie13 Gennaio 2022

L’Italia non ha imparato nulla. Lockdown in Cina, ulteriori guai per l’economia

Di ·642 contenuti pubblicati
Cina lockdown
Giulia Burgazzi analizza i recenti lockdown in Cina, evidenziando le conseguenze per l'economia globale. Si discute anche della preparazione inadeguata dell'Italia e dell'Occidente di fronte a questa crisi.
Punti chiave
  • La Cina sta affrontando nuovi lockdown a causa del Covid.
  • Le catene globali di approvvigionamento sono nuovamente in crisi.
  • Marchi come Volkswagen e Apple sono in difficoltà.
  • L'Italia non ha riorganizzato la propria economia per ridurre la dipendenza dalle importazioni.
  • I lockdown cinesi potrebbero portare a rincari e inflazione.
L'articolo

Può ben darsi che la Cina, la fabbrica del mondo, lo faccia apposta per inguaiare l’Occidente. Però l’Italia e l’Occidente non hanno fatto nulla per evitare di essere presi in contropiede dalla nuova ondata di fabbriche chiuse in Cina a causa dei lockdown. Il Wall Street Journal avverte: è l’ennesimo colpo per le catene globali di approvvigionamento. Le quali, si può aggiungere, sono ancora inceppate per le ripercussioni dei lockdown cinesi iniziati nel 2020.

Figuriamoci cosa succede ora che nuovi problemi si aggiungono a quelli vecchi ed irrisolti. E se anche in Cina la variante Omicron si dimostrerà contagiosa e inarrestabile come in Europa, i lockdown cinesi aumenteranno e la frittata economica sarà completa.

Pubblicità

I dati di fatto sono due. Da un lato, la nostra economia globalizzata riceve da tutto il mondo i materiali ed i semilavorati che mantengono in vita le filiere produttive. La Cina ha un ruolo cruciale sia nella produzione sia, diciamo, nello smistamento commerciale. Dall’altro lato, il Covid continua a colpire anche la Cina, che persegue la politica del contagio zero.

Dunque in seguito ad un numero veramente esiguo di casi ora sono in lockdown duro tre città e 20 milioni di persone. Fabbriche chiuse, porti che non riescono a funzionare. Secondo il Wall Street Journal, sono in difficoltà marchi come Volkswagen, Nike, Adidas, Toyota, Apple.

Le piccole realtà produttive, dalla fabbrichetta brianzola al negozio di ferramenta dell’angolo, non hanno dimensioni e fama tali da trovare spazio un’analisi internazionale:  ma è facile intuire che sono nella stessa bagna. Con l’aggravante che Volkswagen & C. sono colossi in grado, se non altro, di spostare produzioni e di cercare approvvigionamenti alternativi: la fabbrichetta e il ferramenta, molto meno.

C’è la possibilità che la politica cinese, altrimenti assurda, di zero contagi discenda dal fatto che alla Cina non dispiace causare violenti attacchi di singhiozzo alle catene produttive e commerciali. E’ vero che danneggia se stessa, ma danneggia molto di più il resto del mondo. Può acquistare un notevole vantaggio geopolitico: non le mancano materie prime, impianti, mercato interno per produrre, vendere, acquistare in autonomia quasi tutto ciò che le serve. Il resto del mondo, invece…

Invece il resto del mondo in generale, e l’Italia in particolare, si sono comportati come con le successive ondate di Covid: si sono fatti trovare totalmente impreparati dai nuovi lockdown cinesi. Eppure erano prevedibili. I loro effetti, già ampiamente sperimentati in passato: rincari delle materie prime, difficoltà a procurarle, aumento dei prezzi, inflazione. Dal 2020, c’è stato tutto il tempo di almeno provare a riorganizzare l’economia per attenuare la dipendenza dalle importazioni per i beni più essenziali. Invece hanno preferito parlare solo di vaccini.

Ora è possibile che i lockdown in Cina aumentino, dato che la variante Omicron è molto contagiosa.  Dunque materie prime ancor più care e più difficili da procurare, con tutto ciò che ne segue. Ma anche su questo la politica italiana lascia la gente in braghe di tela. O anzi, forse anche senza le braghe.

GIULIA BURGAZZI

 

 

★ Sostieni il giornalismo indipendente

Hai trovato valore in questo video?
Aiuta a tenere viva questa voce indipendente.

Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.

★ Diventa sostenitore
📚 Lettura consigliata · Visione Editore
La globalizzazione è finita – Visione 18/2024
La globalizzazione è finita – Visione 18/2024
Perché leggerlo: Il libro analizza la fine della globalizzazione, tema centrale nell'articolo riguardo le catene di approvvigionamento e la crisi economica.
Scopri il libro →

Discussione

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Geopolitica e informazione libera. Una televisione indipendente sostenuta da chi la guarda.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Sostieni Visione TV