Sostieni il canale
1.534 di 2.000 sostenitori questo mese 76%
Dona
Salta al contenuto principale

Visione TV

a
Notizie24 Maggio 2022

L’Italia è “ostile” alla NATO. Se ne accorgono anche gli inglesi

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza l'articolo di Nicholas Farrell su 'The Spectator', evidenziando l'ostilità crescente degli italiani verso la NATO. Si discute anche della convergenza tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte su posizioni anti-NATO e delle implicazioni della disinformazione russa.
Punti chiave
  • L'articolo di Farrell critica l'ostilità italiana verso la NATO.
  • Salvini e Conte sono visti come alleati anti-NATO.
  • La popolazione italiana mostra crescente scetticismo verso l'alleanza.
  • La NATO è percepita come aggressiva e guerrafondaia.
  • L'informazione ha contribuito a un fronte anti-NATO in Italia.
L'articolo

“Italy’s hostility to NATO is building” l’ostilità italiana alla NATO si sta strutturando– L’ articolo, con una bella caricatura di Matteo Salvini rappresentato come un cavernicolo (se sei contro la NATO sei un troglodita, retorica vecchia), è apparso su “The Spectator”, noto giornale inglese, a firma di Nicholas Farrell.

E cosa ci dice Farrell. Ci parla della “non santa alleanza” tra l'”estrema destra” di Matteo Salvini e “l’estrema sinistra” di Giuseppe Conte in chiave anti-NATO. Salvini viene presentato come “uno dei più forti sostenitori di Vladimir Putin fuori dalla Russia” che si sarebbe improvvisamente scoperto pacifista e Giuseppe Conte “un pezzo del vecchio apparato comunista” (ma dove?).

Pubblicità

Ma non è questa discutibile analisi politica ciò che interessa davvero. “The Spectator” parla anche della crescente ostilità della popolazione italiana verso la NATO. E giustamente fa notare come la convergenza tra Salvini e Conte sulla questione ucraina sia popolare “non solo fra gli estremisti”. La NATO è risultata bocciata a livello popolare anche in sondaggi apparsi su media allineatissimi. “The Spectator” se la prende persino con Draghi, definito (giustamente, in questo caso) “unelected president” per aver solo osato dire a Biden che l’Europa vuole la pace.

Cosa è accaduto?

Secondo l’articolista britannico è colpa della mitologica “disinformazione russa” e si punta il dito verso un’Italia che osa, orrore orrore, intervistare Lavrov. Ma se tutto fosse andato bene la mitica “disinformatja” non avrebbe attecchito, come non attecchì più di tanto durante la Guerra Fredda, quando in Italia c’era il più grande e potente Partito Comunista d’Occidente che, grazie ai finanziamenti di Mosca, teneva in mano con guanto di ferro editoria, mondo della cultura, cinema e università. All’epoca la maggior parte delle persone persino tra i comunisti preferiva “l’ombrello della NATO” per parafrasare Berlinguer. E comunque tra i non comunisti nessuno metteva in discussione l’Alleanza Atlantica, nemmeno i missini eredi del fascismo.

La NATO all’epoca era realmente vista come uno scudo difensivo contro un’Urss potenzialmente aggressiva e portatrice di un’ideologia che spaventava molti. Dopo il 1989 tante cose sono cambiate. La Russia non è più comunista, ha libertà d’impresa privata, non incarcera e non tortura più i religiosi, non vuole più esportare la rivoluzione e cercava anzi di fare affari con l’Occidente. Dall’altra parte la NATO è lei diventata aggressiva e ideologica, e guerrafondaia. Questo oramai è chiarissimo all’italiano medio, anche non estremista come dice lo Spectator.

E poi sicuramente c’é il fatto che abbiamo “perso la verginità”, non siamo più ingenui. Fino alle Primavere Arabe siamo fondamentalmente cascati nella narrazione dei ribelli buoni contro il dittatore cattivo. Dopo l’esito disastroso delle rivoluzioni mediorientali e la guerra della NATO in Libia, il velo di Maya è stato squarciato e non crediamo più alle favole.

“Nelle subdole parole di papa Francesco, l’Occidente ha provocato la Russia ‘abbaiando’ alla sua porta. Non importa che la Nato sia un’alleanza difensiva, non offensiva, a cui gli ex paesi comunisti hanno cercato disperatamente di aderire perché terrorizzati dall’invasione della Russia”

Bastano queste parole dell’articolista per smontare tutta la retorica anglosassone. Qua Farrell se la piglia col Papa dipinto come un volpone, nel classico stereotipo del prete untuoso. Nulla di nuovo, la caduta del muro di Berlino sancì il divorzio tra Vaticano e Usa, con un Giovanni Paolo II sempre più critico sulle varie guerre della NATO e i media statunitensi e britannici sempre più furiosamente anticattolici. Ma la favola dell’alleanza solo difensiva poteva giusto funzionare sino al 1989. Anche su quell’insistere sui Paesi “ex comunisti” che temono la Russia. Di grazia, anche la Russia è un Paese “ex comunista”.

Ecco, un italiano medio più informato di quel che si creda oramai non ci casca più. Negli ultimi anni abbiamo capito che la narrazione semplicistica che ci veniva proposta non teneva conto di grandi complessità. Oggi abbiamo capito che non tutti i regimi arabi sono islamisti e che anzi gli americani hanno attaccato proprio quei regimi laici che facevano la guerra ad al Qaeda. Così come sappiamo che la Russia non è l’Urss e Putin on è Stalin.

Le “subdole parole di papa Francesco” in realtà nascondo quel che ogni italiano ha compreso sin dai bombardamenti su Belgrado: che se mai la NATO è stata un’alleanza difensiva, quel tempo è finito e ora è diventata un’alleanza aggressiva che ha lo scopo di distruggere la Russia. Sono anni che si è compreso l’atteggiamento provocatorio e aggressivo della NATO. E questo fenomeno è assolutamente trasversale, e comprende sia il vecchio nostalgico comunista sia molti ex filoamericani.

La disinformazione russa non c’entra. Che la NATO sia diventata aggressiva e guerrafondaia è un dato di fatto. Ed è vero, l’ostilità italiana cresce, anche per il timore di una guerra in casa col suo corollario di morte e distruzione, anche per il timore di conseguenze terribili, come il taglio del gas e delle forniture di grano, oltre che per la perdita di un gigantesco volume di affari. Il tutto aggravato da un razzismo antirusso sconosciuto ai tempi della Guerra Fredda.

No, non è la disinformazione russa. E’ proprio l’essersi informati che ha costituito il fronte anti-NATO

ANDREA SARTORI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV. E per aiutarci a sostenere le spese per un’informazione di qualità, cliccate qui: anche un piccolo contributo è importante!

Visione TV
AUTORE
Visione TV
Visione Tv nasce per difendere la libertà di pensiero e di espressione oggi più che mai minacciata dal pensiero unico imposto da un sistema mediatico prevalente che ha perso il senso del limite e della misura
★ Sostieni il giornalismo indipendente

Hai trovato valore in questo video?
Aiuta a tenere viva questa voce indipendente.

Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.

★ Diventa sostenitore
📚 Lettura consigliata · Visione Editore
Dalla Deterrenza alla Coercizione - La Nuova Dottrina Nucleare Russa
Dalla Deterrenza alla Coercizione - La Nuova Dottrina Nucleare Russa
Perché leggerlo: Analizza la nuova dottrina nucleare russa, utile per comprendere le dinamiche di sicurezza internazionale e l'ostilità verso la NATO in Italia.
Scopri il libro →

Discussione

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Geopolitica e informazione libera. Una televisione indipendente sostenuta da chi la guarda.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Sostieni Visione TV