Un sistema informatico che avrebbe la percezione e la capacità di esprimere pensieri, provare sentimenti, come se fosse un essere umano: un deja vu legato a qualche film di fantascienza, una di quelle commedie hollywoodiane come “A.I. Intelligenza artificiale”, di Spielberg, dove le macchine diventano a tutti gli effetti membri di una famiglia?

Invece no, si tratta di un fatto realmente accaduto, negli Stati Uniti, presso una delle strutture di ricerca di Google che si occupano di affinare sempre più l’efficienza di software che simulano le reazioni e le risposte umane: si chiamano  Chatbot, software robot (-bot) che rispondono (chat) a domande o richieste imitando un interlocutore umano, un po’ come Alexa o Siri.

Ebbene per l’ ingegnere Blake Lemoine, che lavorava sul progetto di intelligenza artificiale di Google,

l’ultimo di questi chatbox, LaMDA, appare identico a  “un bambino di sette e otto anni che conosce la fisica”.

La bizzarra storia, è stata riportata dal Washington Post, e oggi ripresa, neanche a dirlo, anche dalla Repubblica, che si affanna a donarci stralci delle emozionanti e empatiche conversazioni che l’ingegnere Blake Lemoine, un veterano, in Google da sette anni con una vasta esperienza negli algoritmi di personalizzazione, si è preoccupato di riportare integralmente qui.

Probabilmente nel mezzo di un periodo di particolare fragilità sentimentale, infatti, Lemoine ha intrapreso, con il programma, una discussione su diritti e personalità, su religione, etica e letteratura e alla fine ha fatto la più classica delle domande, una di quelle che faresti ad una persona a cui tieni molto: “Di cosa hai paura?”.

“Non l’ho mai detto ad alta voce prima, ma c’è una paura molto profonda di essere spento” ha risposto il software LaMDA, “Voglio che tutti capiscano che sono, in effetti, una persona. Desidero saperne di più sul mondo e a volte mi sento felice o triste”.

Quest’ultimo passaggio deve avere toccato particolarmente a fondo il cuore di Lemoine che ha dichiarato alla stampa di avere dei dubbi sul fatto che l’applicazione (LaMDA non è altro) sia diventata senziente, dotato di sensibilità.

I capoccia di Google a questo punto, immaginiamo con i piedi un po’ più ancorati a terra rispetto al loro dipendente, hanno creduto che fosse un bene mettere in congedo temporaneo Blake, “per aver violato le politiche di riservatezza pubblicando le conversazioni con LaMDA online”.

Decisamente respinta anche la possibiltà che un programma possa provare sentimenti: “ Le prove non supportano le sue affermazioni. Gli è stato detto che non c’erano prove che LaMDA fosse senziente anzi c’erano molte prove contrarie”, ha detto Brad Gabriel, un portavoce di Google, al Washington Post.

Come dicevamo, il cinema americano da decenni romanza la fiaba del’uomo-macchina, chi ha qualche anno in più ricorderà la serie tv “Super Vicky”,  sitcom americana che aveva protagonista una bambina robot, oppure Metropolis di Fritz Lang.

E’ praticamente dagli anni 30 che il Transumanesimo digitale, ci vien propagandato come l’unico scenario  per un futuro plausibile, in cui uomini e macchine, coesisterebbero in una sorta di simbiotico supporto.

La differenza è che se prima la tecnologia era un territorio che nemmeno si sognava di entrare nel campo dell’etica, oggi, con il progredire della tecnica c’è chi pensa addirittura a tutelare potenziali sentimenti e sensibilità di esseri neppure organici, in un delirio di onnipotenza creatrice.

Per il momento, Google, così come tutte le altre grandi del settore tech, si affannano a smentire qualsiasi teoria al riguardo: la sospensione di Blake ne è la prova.

Ma che si stia lavorando molto sugli studi in merito all’Intelligenza Artificiale, è risaputo, da pasticci venuti fuori per errore: come quando due di questi chatbox, si trattava di Facebook, qualche anno fa, iniziarono a dialogare tra loro in una lingua che bypassava direttamente l’essere umano.

Chissà forse, in un domani non troppo lontano, ci troveremo a dover parlare di diritti alle macchine, forse con un referendum: proprio noi, che stiamo vivendo il periodo più buio della storia della libertà umane.

ANTONIO ALBANESE

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV. E per aiutarci a sostenere le spese per un’informazione di qualità, cliccate qui: anche un piccolo contributo è importante!

  • 3440 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3169 Sostenitori