Una coalizione delle più grandi multinazionali del mondo sta lavorando per indurci a mangiare cibo più “equo”, attraverso una strategia aziendale progettata per aiutare i principali “attori alimentari” e altre grandi aziende a facilitare “la prossima transizione dei sistemi alimentari”.

Hanno in programma di riuscirci grazie a una nuova strategia che valuta la presunta moralità dei singoli prodotti alimentari, e utilizza tale metrica per prendere decisioni aziendali.

Il World Business Council for Sustainable Development si definisce “la principale comunità globale guidata da CEO di oltre 200 delle principali aziende sostenibili del mondo che lavorano insieme per accelerare le trasformazioni del sistema necessarie per un futuro a emissioni zero, positivo per la natura e più equo“.

Oltre ai colossi dell’industria alimentare come Kellogg’s e Nestlé, l’elenco dei membri di WBCSD include i players di Big Tech —Apple, Google, Microsoft, ecc. Molti dei membri più importanti dei gruppi sono anche membri del World Economic Forum, che ha evidenziato l’ iniziativa in un post recente sul proprio sito web.

A proposito di Microsoft, ricordiamo i report di quasi un anno fa secondo cui il fondatore Bill Gates era improvvisamente diventato il più grande proprietario di terreni agricoli in America, dopo averne tranquillamente acquistati oltre 242.000 acri.

Il nuovo quadro di riferimento per l’approvazione dei globalisti su vari prodotti alimentari è intitolato “Il vero valore del cibo: un potente aiuto al processo decisionale aziendale”. È presentato in un documento completo di foto di cibo a base vegetale dall’aspetto obiettivamente insipido. La sua introduzione sostiene che “c’è un problema” con l’attuale sistema alimentare.

Il problema affrontato non è che il nostro cibo stia diventando sempre più spazzatura geneticamente modificata ed eccessivamente elaborata, ma piuttosto che “il sistema alimentare globale creato dagli esseri umani è una delle maggiori fonti di emissioni di gas serra (GHG) e perdita di biodiversità” e che “perpetua la disuguaglianza”.

“Una trasformazione nel modo in cui produciamo e consumiamo il cibo è un imperativo per sostenere una popolazione globale da 8 a 11 miliardi di persone”, insiste. “Questa trasformazione è già iniziata e accelererà nel prossimo decennio”.(…)

Allora come funziona la metrica? WBCSD offre un biscottino al cioccolato come esempio, notando che il dolcetto perde punti a causa del “costo socio-economico” associato ai lavoratori della piantagione di cacao e dei “costi sanitari”, che ovviamente sono “a carico del contribuente britannico,” e quindi è conteggiato come un costo per la società.

Cosa c’è di meglio di un biscotto? Il WBCSD suggerisce di consumare “un porridge di latte d’avena” come alternativa. La ciotola del porridge ottiene un punteggio molto migliore sulla scala True Value of Food, a causa dei suoi costi ambientali, sanitari e socioeconomici inferiori. Queste categorie tengono conto di fattori come “spreco alimentare” e “inquinamento atmosferico”, al fine di determinare il “vero costo” del cibo in questione. Secondo il WBCSD, il biscotto e il porridge possono essere facilmente scambiati, poiché hanno “un valore di consumo simile”. (…)

Il Consiglio rileva che mentre “è in corso la transizione alimentare”, i CEO delle principali aziende devono “agire ora” e iniziare a “sfruttare” immediatamente la metrica True Value of Food. (…)

di Celine Ryan – Traduzione a cura di Visione TV

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