Il  27 febbraio scorso, alla Convention dei Conservatori Americani, meglio nota come CPAC, c’era anche lei,  la nostrana Giorgia Meloni in veste di rappresentante del partito dei conservatori europei. Questa è la seconda volta che la leader di Fratelli d’Italia viene invitata alla convention, la prima volta fu tre anni fa nel 2019, quando, come ricordò allora, rappresentava solo il 4% degli italiani.

In un discorso di appena dieci minuti, ma sicuramente in un inglese migliore di quello di renziana memoria,  racconta di sè, del suo partito e della tragica situazione contemporanea.  Tocca molti temi caldi per i conservatori come la sinistra radicale, la politica del cancel culture, i media inesorabili produttori  di indegne fake news, nonchè quello l’educazione dei bambini. A  tratti sembra persino che strizzi l’occhio a Trump quando dice con voce ferma  e risoluta che sono ormai tutti consapevoli che con un’altra leadership negli USA, il mondo non avrebbe mai avuto problemi né con Putin, né con l’Ucraina.

Chi l’ha ascoltata da quel podio ad Orlando avrà pensato che l’Italia fosse il paese delle meraviglie. Avrà creduto che da noi crescono e prosperano leader forti e tenaci, in grado di opporsi al degrado imperante e all’imbarazzante normalizzazione dell’incostituzionalità a cui assistiamo giorno dopo giorno. Il pubblico  avrà pensato che l’opposizione in Italia sia così dura e intransigente da difendere i cittadini dagli abusi del governo tiranno, e che se le cose mai dovessero mettersi proprio male, l’ultimo baluardo di libertà e democrazia dove trasferirsi è l’Italia. Una volta si diceva questo degli Stati Uniti, ma oggi si dice dell’Italia.

Ma tutto questo non sarebbe possibile senza di lei, senza Giorgia, la Giovanna d’Arco incontrastata del parlamento italiano, che mesi fa disse avrebbe fatto le barricate piuttosto che concedere la sua approvazione alle voluttà legislative di Conte, peccato che però appena pochi mesi dopo si sarebbe trovata a dire (a Draghi, ma soprattutto al paese) che sarebbe stata all’opposizione, pur appoggiando il governo, altrimenti l’Italia sarebbe diventata una dittatura.

Vuoi il fuso orario, vuoi l’ora d’aria dal regime, la leader di Fratelli d’Italia si libera dal giogo di Draghi solo oltre oceano, e solo da quel  podio appare come l’intransigente leader di tutti quelli che vogliono un’alternativa forte all’assenza di legittimità in cui vive il governo nostrano ormai da anni.

Anzi è proprio la Meloni che predica molto bene se in lingua straniera e poi razzola molto male, quando lo fa in lingua italiana.

Si ricordi ad esempio il chiacchieratissimo obbligo vaccinale per gli over 50.  La Meloni che vola in Florida per esportare la democrazia tricolore è la stessa che qualche tempo fa disse che “per non creare ostruzionismo, avrebbe votato la fiducia al governo (a His Majesty the Dragon) e all’obbligo vaccinale per gli ultra cinquantenni.”

Coerenza zero.

Senza andare poi molto indietro nel tempo, potremmo ricordare al Solone della borgata che in uno dei suoi ultimi interventi sul conflitto in Ucraina, ha sostenuto non solo che l’attacco di Putin fosse imperdonabile, ma che lei stava dalla parte del diritto internazionale. E quindi sicuramente avrà parlato anche della Nato e dei suoi confini violati dai cosiddetti “alleati” nell’intervento.  No. Non sembra proprio abbia fatto accenno a niente di questo nel suo discorso in Florida. Ma non solo, mentre ad Orlando si schiera apertamente per la libertà di pensiero, leggiamo poi un suo editto romano, in cui i vertici del partito prenderanno azioni disciplinari per chi è filo-russo in FDI.

Eppure i suoi elettori, sentiti in sondaggio paiono per la maggior parte filo-putiniani.

Ancora  coerenza zero.

Per non parlare di tutte le numerose esternazioni europeiste che Ms. Meloni ci ha regalato, in netto contrasto con la storiella della  protezione dei confini e delle  nazioni sovrane e indipendenti, ripetuta a macchinetta, ma ripetuta a tal punto tanto da creare dissonanza cognitiva nei suoi elettori. Voti un partito che predica il sovranismo e l’indipendenza e poi ti ritrovi chi difende gli interessi di Bruxelles e dell’Euro.

Ancora una volta coerenza zero.

I cittadini italiani, e ad oggi sono davvero moltissimi,   si ricordano come sono andate davvero le cose e, al netto di riposizionamenti che già stiamo osservando, sanno che se c’è una cosa che è stata assente è proprio  una  vera opposizione in parlamento. Se il messaggio agli italiani era “non esistono più la destra o la sinistra, ma solo chi fa il suo mestiere e chi non lo fa“, allora l’esperimento è pienamente riuscito.

Tutto da buttare. E qualora si venga chiamati alle urne, è di sicuro un’opzione in meno.

MARTINA GIUNTOLI

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