Le elezioni in Virginia le hanno vinte i genitori, stufi dell’istruzione scolastica globalista

Scuola, scuola e ancora scuola.  Questa è stata la questione centrale che ha prodotto lo sbalorditivo ribaltamento nelle elezioni governative della Virginia.  Il repubblicano Glenn Youngkin ha sconfitto l’ex governatore democratico Terry McCauliffe in uno stato che ha consegnato a Joe Biden una vittoria di 10 punti alle elezioni presidenziali solo un anno fa.

In parte questa è stata una resa dei conti politica per il relitto lasciato dalla pandemia. Si pensi solo che gli studenti in alcune parti della Virginia sono stati per un anno intero senza scuola in presenza. Come si sa , inoltre, i problemi nel mondo della scuola poi non sono stati devastanti solo per i bambini, ma hanno anche causato il caos per i genitori, molti dei quali sono stati costretti a organizzarsi in maniera diversa per la gestione dei figli, a riorganizzare radicalmente la propria vita lavorativa o semplicemente a lasciare del tutto il lavoro. L’ emergente Youngkin ha affermato invece che “le scuole della Virginia non saranno mai più chiuse un solo giorno”.

Negli Stati Uniti la chiusura delle scuole per il Covid ha avuto un’altra pesante conseguenza anche se del tutto  involontaria.  Le misure applicate hanno dato  ai genitori la possibilità di vedere più da vicino ciò che veniva insegnato ai loro figli.  Molti genitori si sono resi conto che le lezioni e i compiti dei bambini erano sempre più modellati su alcune idee molto eccentriche e illiberali sulla razza e il razzismo.  A quel punto un vero e proprio movimento formato da genitori si è formato, e molto velocemente anche affermato con ampi consensi, contro la cosiddetta Critical Race Theory. I video che hanno popolato in maniera virale i social hanno mostrato ne’ più ne’ meno dei genitori letteralmente  furiosi che attaccavano i loro consigli scolastici per aver insegnato ai bambini in maniera molto semplice che “ sono oppressori se sono bianchi e oppressi se sono neri” e che “l’America è macchiata per sempre dal peccato originale del razzismo”, e infine che le strutture “relative all’essere bianchi” devono  essere smontate.

Man mano che le obiezioni alla teoria  sono diventate  più decise, i genitori sono stati denunciati pesantemente.  I politici democratici, i media e l’establishment dell’istruzione si sono rivolti contro di loro senza pietà alcuna.  Hanno cercato di mantenere due linee contraddittorie: una che la Critical Race Theory non viene affatto insegnata nelle scuole e che è invece  quindi essenziale continuare a insegnare idee ispirate alla CRT nelle scuole,  e chiunque si opponga è semplicemente razzista.  Di fatto si sono presi gioco dei genitori con la semantica.  Si ricordi a questo proposito che i genitori usano il termine “CRT” per riferirsi a tutta una serie di idee identitarie discutibili (esemplificate da artisti del calibro di Robin DiAngelo e Ibram X Kendi), mentre i loro oppositori insistono sul fatto che CRT può riferirsi solo a una ricerca accademica molto specifica (come  la borsa di studio legale di Derrick Bell). Ancora la semantica utilizzata contro i genitori.

Ma mentre l’espressione Critical Race Theory potrebbe sembrare innocua, i genitori hanno potuto vedere , questa volta con i propri occhi , che di fatto viene inculcata una nuova ideologia razziale nelle teste dei loro figli, poco importa nei confronti di chi.  E non si tratta solo di razza.  Alcuni genitori hanno organizzato proteste durante le riunioni del consiglio scolastico sulle restrizioni di Covid come le mascherine per i bambini e gli obblighi di vaccinazione.  Un caso nella contea di Loudoun, in Virginia, ha aperto un nuovo campo di battaglia sui problemi dei trans nelle scuole, un caso su cui anche Youngkin ha cercato di capitalizzare. Qualunque sia la questione contro cui si è protestato, i genitori sono stati accolti con lo stesso menefreghismo  e derisione. 

Tale è l’animosità contro i genitori che la National School Boards Association (NSBA) ha scritto una lettera al presidente Biden chiedendo che i crescenti disordini alle riunioni del consiglio scolastico siano trattati come “terrorismo interno” e che i genitori indisciplinati siano indagati ai sensi del Patriot Act  (la NSBA da allora si è scusata e ha ritirato la lettera).  Nelle loro lotte contro l’istituzione educativa, i genitori hanno finalmente realizzato come siano considerati dalle elites illuminate. Gli educatori hanno provato a imporre la loro ideologia ai bambini, di fatto scavalcando i genitori, che erano o ignorati, o manipolati, o infine si vergognavano di sollevare obiezioni. Nella gara elettorale in Virginia, Terry McAuliffe si è schierato con quell’establishment, pagando la scelta a caro prezzo, visto che addirittura un quarto degli elettori della Virginia ha affermato che l’insegnamento della Critical Race Theory nelle scuole è stato il fattore decisivo nella loro espressione di voto.

McAuliffe ha denunciato la campagna contro la CRT come un “fischietto razzista” e una “teoria del complotto di destra”, qualcosa che “non era mai stato insegnato in Virginia”.  Questo nonostante il fatto che quando ha ricoperto l’incarico per l’ultima volta, come governatore della Virginia nel 2014 e 2018, il Dipartimento dell’Istruzione della Virginia ha incaricato le scuole di “abbracciare la teoria della razza critica”.  Poi, in un dibattito con Youngkin, McAuliffe ha commesso l’errore di dire: “Non credo che i genitori dovrebbero dire alle scuole cosa queste dovrebbero insegnare agli studenti “. In quel momento stava rispondendo ad una controversia del 2013 , quando un genitore provo’ a far rimuovere dal programma scolastico il testo di Morrison, Beloved, poiché troppo esplicito sessualmente.  Allora, McAuliffe ha giustamente tenuto la linea contro la censura, difendendo l’insegnamento della grande letteratura.  Ma le parole che ha usato per difendersi, il suo allontanamento dalle preoccupazioni dei genitori, hanno aperto una ferita che la campagna dell’avversario ha utilizzato a suo favore. La reazione democratica alla vittoria a sorpresa di Youngkin è stata prevedibilmente isterica.  Joy Reid di MSNBC ha scherzato sul fatto che le preoccupazioni sull'”istruzione” fossero semplicemente “un messaggio in codice per dire che “ai genitori bianchi non piace l’idea di insegnare la teoria della razza””.  Un altro commentatore di MSNBC ha affermato che l'”ingrediente chiave” della vittoria di Youngkin è stato un “contingente di bianchi arrabbiati e volontariamente ignoranti”.

Almeno in Virginia, il movimento dei genitori ha sfidato la derisione e la pubblica gogna per assicurarsi il suo primo grande e personale risultato elettorale.  Conteranno sempre di più.

Di Frazer Myers, da Spike Online – Traduzione di Martina Giuntoli

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