La Von Der Leyen apre all’obbligo vaccinale. Altro segnale della fine della Ue

La presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen apre all’obbligo vaccinale per la gioia degli integralisti scientisti de noantri. Ovviamente favorevoli la Germania, potenza egemone del Quarto Reich europeo, e la Grecia, una delle nazioni che più risente del tallone del Reich.

L’obbligo vaccinale per tutta la popolazione adulta è oggi realtà solo in Paesi non certo all’avanguardia nei diritti umani come Indonesia, Turkmenistan e Micronesia. Negli Stati Uniti i giudici federali hanno bloccato l’obbligo vaccinale per i lavoratori. L’Unione europea si avvicina a grandi passi alle peggiori satrapie orientali del pianeta, allontanandosi dalla democrazia occidentale, nata ad Atene nel V secolo avanti Cristo.

In Italia finora si è evitato di introdurre un obbligo vaccinale diretto, passando per la scorciatoia del green pass. Questo per il motivo delle difficoltà costituzionali dovute anche alla sentenza della Corte Costituzionale numero 307 del 1990 e al fatto che lo Stato è tenuto a risarcire eventuali reazioni avverse. Ma dato che da due anni la Costituzione è carta straccia non vediamo perché il governo Draghi non possa attaccarsi ad un cavillo e non possa continuare a insabbiare, come sta accadendo, i casi di reazioni avverse.

Detto questo, tra l’uscita sul Natale e quella sull’obbligo vaccinale Ursula Von Der Leyen pare aggressiva in questi giorni. Siamo forse al momento “Soluzione finale”. Ricordiamo che la vera e propria soluzione finale il Reich la mise in moto quando la Germania stava cominciando ad arretrare, la guerra era perduta e i gerarchi avevano fretta. Oggi pare che l’Unione europea a trazione germanica abbia la stessa fretta del 1944
perché tra Brexit, Visegrad, tensione con Mosca, disinteresse di Washington e inflazione galoppante sa che la fine è vicina.

ANDREA SARTORI

Andrea Sartori

Andrea Sartori (Vigevano, 20 febbraio 1977), diplomato presso il liceo classico "Benedetto Cairoli" di Vigevano, si laurea in Lettere Classiche presso l'Università degli Studi di Pavia con una tesi sull'Egitto greco-romano.

Giornalista pubblicista, insegna per qualche anno presso una scuola privata vigevanese prima di intraprendere la carriera giornalistica prima come corrispondente locale presso i giornali L'Informatore Lomellino, La Lomellina e La Provincia Pavese per poi trasferirsi a Mosca dove insegna la lingua italiana presso la scuola steineriana di Laryushino (Oblast' di Mosca) e collaborare con la facoltà di medicina dell'Università Statale di Mosca per la cura dell'opera di Galeno.

Continua a collaborare giornalisticamente col Giornale di Reggio per il quale recensisce alcune mostre a Mosca.

E' autore di due romanzi: Dionisie: la prima inchiesta di Timandro il Cane (IBUC edizioni 2016) e L'Oscura Fabbrica del Duomo (IBUC edizioni 2019), "Acheruntia" (Kraken edizioni, 2021) ed è stato finalista ai premi di poesia "Settembre a Milano" (1998) e "Val di Magra" (1999).

Parla tre lingue (inglese, francese e russo). Sposato, ha un figlio

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