La presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen apre all’obbligo vaccinale per la gioia degli integralisti scientisti de noantri. Ovviamente favorevoli la Germania, potenza egemone del Quarto Reich europeo, e la Grecia, una delle nazioni che più risente del tallone del Reich.

L’obbligo vaccinale per tutta la popolazione adulta è oggi realtà solo in Paesi non certo all’avanguardia nei diritti umani come Indonesia, Turkmenistan e Micronesia. Negli Stati Uniti i giudici federali hanno bloccato l’obbligo vaccinale per i lavoratori. L’Unione europea si avvicina a grandi passi alle peggiori satrapie orientali del pianeta, allontanandosi dalla democrazia occidentale, nata ad Atene nel V secolo avanti Cristo.

In Italia finora si è evitato di introdurre un obbligo vaccinale diretto, passando per la scorciatoia del green pass. Questo per il motivo delle difficoltà costituzionali dovute anche alla sentenza della Corte Costituzionale numero 307 del 1990 e al fatto che lo Stato è tenuto a risarcire eventuali reazioni avverse. Ma dato che da due anni la Costituzione è carta straccia non vediamo perché il governo Draghi non possa attaccarsi ad un cavillo e non possa continuare a insabbiare, come sta accadendo, i casi di reazioni avverse.

Detto questo, tra l’uscita sul Natale e quella sull’obbligo vaccinale Ursula Von Der Leyen pare aggressiva in questi giorni. Siamo forse al momento “Soluzione finale”. Ricordiamo che la vera e propria soluzione finale il Reich la mise in moto quando la Germania stava cominciando ad arretrare, la guerra era perduta e i gerarchi avevano fretta. Oggi pare che l’Unione europea a trazione germanica abbia la stessa fretta del 1944
perché tra Brexit, Visegrad, tensione con Mosca, disinteresse di Washington e inflazione galoppante sa che la fine è vicina.

ANDREA SARTORI

  • 3542 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3197 Sostenitori