Sostieni il canale
1.534 di 2.000 sostenitori questo mese 76%
Dona
Salta al contenuto principale

Visione TV

a
Intervista di VisioneTV9 Settembre 2022

La svendita dei beni pubblici italiani sul panfilo della regina Elisabetta – Gilberto Trombetta

2 giugno 1992, tra la strage di Capaci e quella di via D'Amelio, furono stabilite sul panfilo di Sua Maestà Elisabetta II le privatizzazioni dei principali asset pubblici italiani. A officiare la riunione, a cui presero parte le principali banche multinazionali, fu l'allora direttore generale del Tesoro, Mario Draghi.
Con Gilberto Trombetta, giornalista economico, discutiamo di come riprendere in mano pubblica tutte le aziende e i beni pubblici del popolo italiano, persi in quelle stagione di svendita selvaggia.

📺 Pubblicato su YouTube · Canale Visione TV
Il video analizza le privatizzazioni italiane avvenute nel 1992 sul panfilo Britannia, evidenziando il ruolo di Mario Draghi e le conseguenze economiche. Si discute la necessità di riprendere il controllo pubblico sui beni strategici persi in quell'epoca di svendita.

Il 2 giugno 1992 rappresenta una data cruciale nella storia economica italiana, coincidente con eventi drammatici come le stragi di Capaci e di via D'Amelio. In quel giorno, sul panfilo britannico della regina Elisabetta II, si tenne un incontro che segnò l'inizio di un'ampia fase di privatizzazioni dei beni pubblici italiani. L'allora direttore generale del Tesoro, Mario Draghi, fu tra i protagonisti di quella riunione, che vide la partecipazione di importanti banche multinazionali e figure di spicco dell'economia italiana. Le decisioni prese in quell'occasione hanno avuto un impatto duraturo sul patrimonio pubblico del paese, portando alla svendita di asset strategici.

Nel contesto delle privatizzazioni avviate negli anni '90, l'Italia ha sperimentato un processo di dismissione di beni pubblici senza precedenti. Tra il 1992 e il 2000, il governo italiano ha privatizzato beni per un valore di 121 miliardi di euro, superando di gran lunga le privatizzazioni effettuate in altri paesi europei, come Francia e Germania. Questa svendita ha incluso aziende vitali come l'ENI, Alitalia e Ferrovie dello Stato, con conseguenze significative sulla gestione e sull'efficienza di servizi essenziali per i cittadini.

La privatizzazione è stata giustificata come una necessità per ridurre il debito pubblico e stimolare la crescita economica. Tuttavia, molti critici, tra cui Gilberto Trombetta, evidenziano come le conseguenze di queste scelte siano state opposte a quelle promesse. Le aziende privatizzate, invece di offrire servizi migliori a costi inferiori, hanno spesso aumentato le tariffe e ridotto la qualità dei servizi, generando profitti per pochi a scapito della collettività. La gestione di monopoli naturali come le autostrade e l'energia è stata trasferita a soggetti privati, il che ha portato a un deterioramento dei servizi e a un aumento dei costi per gli utenti.

Oggi, a distanza di oltre trent'anni, si assiste a un dibattito crescente sulla necessità di recuperare il controllo pubblico su questi beni. Trombetta propone una strategia di nazionalizzazione per riprendere in mano le aziende e i beni pubblici, sottolineando che la riconquista del patrimonio nazionale non è solo una questione economica, ma anche di sovranità. Tuttavia, il contesto attuale presenta sfide significative, tra cui i vincoli imposti dall'Unione Europea e la mancanza di una banca centrale nazionale che possa supportare una simile operazione.

In un'epoca in cui le disuguaglianze sociali ed economiche sono sempre più evidenti, la questione della gestione dei beni pubblici torna al centro del dibattito politico e sociale. La riflessione su quanto accaduto il 2 giugno 1992 e le scelte compiute in quel periodo è fondamentale per comprendere le sfide attuali e le possibili strade per un futuro più equo e sostenibile per l'Italia.

★ Sostieni il giornalismo indipendente

Hai trovato valore in questo video?
Aiuta a tenere viva questa voce indipendente.

Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.

★ Diventa sostenitore
📚 Lettura consigliata · Visione Editore
Il Neoliberismo ha fallito – Visione 10/2024
Il Neoliberismo ha fallito – Visione 10/2024
Perché leggerlo: Il libro analizza il fallimento del neoliberismo, pertinente alle conseguenze delle privatizzazioni e alla necessità di un controllo pubblico sui beni strategici.
Scopri il libro →

Discussione

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Geopolitica e informazione libera. Una televisione indipendente sostenuta da chi la guarda.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Sostieni Visione TV