Il blocco centrale delle operazioni di guerra psicologica è il perno di tutta la costruzione. La propaganda prepara il terreno, mentre la psy-op porta al cambiamento nella vita delle persone.

La propaganda, attraverso mezzi scritti o parlati, è una forma di persuasione organizzata e si serve di sei blocchi: un messaggio credibile ed universalmente riconosciuto, una serie di stereotipi brillanti, delle testimonianze, il linguaggio, l’insinuazione e la ripetizione.

Le operazioni psicologiche, facendo leva su bisogni primari o secondari (conquista, potere, prestigio), sfruttano mancanze, insicurezze e paure per giungere al risultato. La psy-op dapprima crea un bisogno, per un certo periodo ne impedisce la soddisfazione ed infine offre la soluzione. Una delle migliori alleate delle psy-op è la cosiddetta false-flag, il falso incidente, il casus belli.

Vi è infine il personale di rinforzo che coadiuva i promotori della guerra psicologica, svolgendo il proprio ruolo destabilizzatore da una posizione di potere.

Nel corso dell’attuale pandemia, si è fatto leva sul bisogno primario di salute, uno dei più forti in assoluto. Ciascuno, sapendo la propria vita in pericolo, agisce a livello emozionale e non razionale ed è più propenso a lasciarsi guidare dall’istituzione ed a fidarsi ciecamente di quanto gli venga raccontato.

Una volta creato il bisogno, si è provveduto a bloccare ogni possibile cura (e ne è prova il protocollo vergognoso che è stato redatto per i medici di famiglia), impedendo così di soddisfarlo. La crociata contro le cure della Covid-19 partì nella primavera del 2020 con l’attacco senza pari all’idrossiclorochina, primo medicinale utilizzato con successo da vari medici. Seguirono molti altri farmaci, che vennero allo stesso modo accantonati, con la scusa dell’assenza di studi randomizzati.

Per arrivare infine al terzo e ultimo passaggio che prevede di offrire la soluzione attraverso il salvifico vaccino.

Ragionando per assurdo, se si desse per assodata la fuga non accidentale dal laboratorio, la false flag sarebbe l’origine naturale del virus che garantirebbe ai padroni del discorso la vaccinazione su larga scala con le innovative tecniche di RNA messaggero. Non ci si spiegherebbe, tuttavia, come mai tirare fuori proprio ora il problema dell’origine del virus, collegata alla spinosa vicenda delle mail del Dottor quando nella fase iniziale della pandemia la ripetizione svolse encomiabilmente la sua opera di lavaggio del cervello.

Tornando sempre a ragionare per assurdo, se l’America volesse iniziare una guerra fredda 2.0 con la Cina, quale sarebbe la migliore false-flag dell’addossare ai cinesi tutta la colpa dell’attuale situazione, fingendo di ignorare le palesi responsabilità dei propri scienziati che operavano all’interno del laboratorio di Wuhan?

Domande lecite, soprattutto se contestualizzate al magistrale quadro fornito da Enrico Carotenuto, che permette di incasellare ogni evento, ogni frase, ogni slogan e collocarlo all’interno del giusto ‘cassetto’.

Per concludere il quadro, manca tuttavia un tassello fondamentale, ovvero il personale di rinforzo.

Durante questo sciagurato anno e mezzo, abbiamo imparato a conoscere una folta schiera di personaggi, accuratamente selezionati, che hanno affollato le televisioni nazionali. Il personale di rinforzo che deve giustificare e far quadrare la narrazione sono, ovviamente, i virologi. Gli onnipresenti e onniscienti virologi.

Questi medici, ingaggiati per lo show mediatico, hanno consentito che la narrazione reggesse ed hanno prestato il fianco alla politica. Si sono prestati a dire qualsiasi cosa, anche le più ridicole e le più palesemente insensate. Hanno fatto i dietrofront più clamorosi senza batter ciglio e non hanno mai avuto timore di fare brutta figura: hanno un copione da recitare. Emblematiche in tal senso furono le dichiarazioni che il virologo Matteo Bassetti fece per il settimanale Chi: «La telecamera è una droga, mi piace piacere».

Il personale di rinforzo viene accuratamente selezionato in base ad alcune caratteristiche, anzi meglio in base ad alcune debolezze che il reclutatore sfrutta per controllarlo meglio. Matteo Bassetti in quelle dichiarazioni fa capire chiaramente quale sia la sua: la vanità. Altre debolezze sfruttabili possono essere l’avidità, il desiderio di potere, la presunzione.

Il punto debole in seno al personale di rinforzo è l’arma più preziosa che il reclutatore possiede, dato che permette a quest’ultimo di far propagandare il proprio messaggio con la credibilità necessaria. Insomma: il personale di rinforzo ‘ci mette la faccia’.

E quando non sarà più necessario?

Verrà silenziato, ovviamente, per impedire che possa nuocere.

E con la stessa facilità con la quale è stato osannato quale star, finirà nel dimenticatoio.

L’esempio di Andrea Crisanti è in tal senso emblematico. La sua posizione di scetticismo rispetto al vaccino Pfizer a Focus Live del novembre 2020 non passò certo inosservata e il tritacarne mediatico fu feroce. E dopo soli due mesi, in diretta a favor di telecamera, si iniettò il salvifico vaccino.

Intrigo internazionale?

Forse sì.

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