Il Ministero dell’Economia tedesco ha annunciato che, per garantire le forniture energetiche nazionali, prenderà il controllo delle attività di Rosneft, un’azienda petrolifera di Stato russa che gestisce una serie di raffinerie in Germania.

La mossa era stata già la scorsa settimana tramite una nota stampa, ripresa anche dal Financial Times, in cui si dichiarava che il governo tedesco avrebbe preso il posto di Rosneft Deutschland GmbH e RN Refining & Marketing GmbH sotto l’amministrazione fiduciaria della Bundesnetzagentur (BNA), l’autorità di regolamentazione federale dell’energia del Paese.

In questo modo Berlino si assicura le forniture della raffineria PCK, di cui la Rosnef è proprietaria di maggioranza. PCK fa capo al gasdotto Druzhba ed è una delle maggiori società di lavorazione del petrolio della Germania: rappresenta circa il 12% della capacità di raffinazione del Paese. PCK è inoltre il principale fornitore di benzina, diesel, cherosene per aerei e olio combustibile a Berlino.

Il gasdotto attualmente gode di un’esenzione che consente a Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca di continuare a ricevere forniture russe oltre dicembre. Germania e Polonia hanno invece rinunciato a utilizzarlo entro la fine dell’anno: per questo si è reso necessario questo “esproprio”.

Si tratta dell’ultima di una serie di misure del governo tedesco per far fronte al caos causato dalla guerra russa in Ucraina, che ha portato i prezzi europei del gas e dell’elettricità a livelli record.

“Stiamo contrastando la minaccia alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico della Germania – ha dichiarato il Ministero dell’Economia – e ponendo una pietra miliare essenziale per la conservazione e il futuro del sito di Schwedt”.

Il governo tedesco si era già spianato la strada per veri e propri “scippi” di questo tipo quando ad agosto emanò una legge che consentiva all’esecutivo  di porre le società con “infrastrutture critiche per la sicurezza dell’approvvigionamento tedesco” sotto amministrazione fiduciaria temporanea. La legge prevede anche che, come ultima risorsa, il governo sia autorizzato ad espropriare tali società.

ANTONIO ALBANESE

 

 

 

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