Poi dice che uno diventa complottista. Qualcuno saprebbe spiegare come mai un’anziana rappresentante politica che ha perso un’elezione presidenziale ormai 5 anni fa, e che dovrebbe essere fuori dai giochi se non per tagliare nastri, si permette di dare ordini al capo di una delle nazioni più potenti del mondo?

Eppure eccola lì l’inaffondabile Hillary Clinton, una delle donne più detestate del mondo, durante una recentissima intervista alla BBC rivolgersi così a Boris Johnson:

Penso che sia imperativo che il primo ministro faccia il possibile per fermare l’aumento del Covid in Gran Bretagna. Non c’è bisogno di un lockdown, ma deve obbligare al vaccino.

Prosegue poi raccontando con entusiasmo di come a New York un’azienda abbia licenziato su due piedi ben mille dipendenti che si sono rifiutati di vaccinarsi, e conclude ricordando al malcapitato Johnson che senza l’obbligo di vaccinazione o di pass “potrebbero nascere problemi qui in UK, mentre le temperature scendono e le persone sono costrette a stare al chiuso“. Una frase innocente, certo, che però ha uno strano retrogusto di pizzino.

Boris Johnson, da primo ministro di uno dei Paesi leader nel mondo, si è potuto permettere di tirar calci fin dall’inizio della pandemia. Ha rifiutato fin da subito i lockdown (cedendo poi dopo esser finito in terapia intensiva), ha usato vaccini prodotti dallo Stato anziché quelli della nota multinazionale imposti a quasi tutte le nazioni, ed è stato il primo a dichiarare il “tana libera tutti” già a settembre. La Gran Bretagna è tornata alla vita normale e a una forte ripresa economica che dà punti a tutti i Paesi UE.

Ma tutto ciò non va bene: i giornali e le agenzie internazionali strillano da settimane su scioperi di camionisti, mancanza di benzina e ritorno dei contagi in UK dipingendo una situazione apocalittica che nella realtà ha pochi riscontri. E se Boris continua a non adeguarsi ai diktat internazionali (green pass e vaccini obbligatori), ecco che arriva il pizzino, e per consegnarglielo si scomoda nientemeno che la donna portavoce delle elites. Che farà ora Boris il perseguitato? Può permettersi di resistere, almeno lui? Staremo a vedere.

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