Davvero la Cina vuole male all’Occidente. Davvero è disposta a danneggiare un po’ se stessa pur di danneggiare seriamente il resto del mondo. In questi giorni ha decretato quarantene draconiane per navi commerciali e marinai. Ha così reso ulteriormente difficili i viaggi dei beni e delle merci sui quali si basano le lunghe e già da tempo sofferenti catene produttive dell’economia globalizzata.

Il grosso delle merci viaggia via mare. Prima della decisione cinese  sulle quarantene di navi e marinai, per una serie di motivi direttamente e indirettamente legati al Covid, il 10% delle navi portacontainer e il 20% delle grandi navi portacontainer era in coda davanti ai porti di tutto il mondo, in attesa di poter attraccare per caricare e a scaricare le merci dalle quali dipende la disponibilità di beni di consumo e di materiali indispensabili alle industrie.

E ora le cose peggiorano ulteriormente. La lotta al Covid è la ragione – o il pretesto – della decisione cinese di imporre alle navi e ai marinai delle rotte commerciali quarantene che durano anche 49 giorni, ovvero sette settimane.

Non che ora la Cina abbia problemi particolari a causa dell’epidemia: solo che persegue la politica del contagio zero. E un marinaio è potenzialmente contagioso anche se sta bene, anche se è vaccinato, anche se il tampone risulta negativo.

Del resto, la Cina si approccia con questa “filosofia” all’arrivo di qualsiasi viaggiatore: come si legge sul sito del ministero degli Esteri, per andare in Cina bisogna mettere in conto non solo vaccinazione o tampone, ma anche due settimane di quarantena. Ma ora queste regole si applicano anche alle navi commerciali. Non solo ai marinai: proprio alle navi.

Le navi con a bordo un equipaggio non cinese, ha stabilito la Cina,  devono aspettare due settimane in mare prima di attraccare e di effettuare il carico e scarico merci. I marinai cinesi, poveretti, una volta rimpatriati, devono aspettare la bellezza di sette settimane prima di riabbracciare i loro familiari. Non c’è santo, non c’è pietà, non c’è situazione d’emergenza che possa indurre a fare uno strappo alla regola. Un marinaio col mal di denti imbarcato su una nave in attesa ha dovuto cercarsi un dentista in Corea del Sud.

La Cina è il più grande esportatore del mondo ed è un centro nevralgico per il traffico marittimo già congestionato e sofferente da mesi.

E ora? Certo, anche la Cina andrà incontro a qualche problema per il carico e lo scarico ancor più rallentato delle navi commerciali. Ma il resto del mondo dipende da quello che arriva – o non arriva – via mare dalla Cina. E la Cina ora ha messo in quarantena il suo commercio con il resto del mondo.

DON QUIJOTE

 

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