Ogni guerra è anche una guerra di spie, da 007 in poi. E tra le spie ci sono sempre doppi e tripli giochi: se qualcuno ha letto “Il Grande Gioco” ne è ben consapevole. Come vi sono agenti che istruiscono chi, dall’altra parte, non è felice della situazione del governo. Tra queste intelligences la CIA (Central Intelligence Army) americana è maestra (come lo era anche il vecchio KGB sovietico, sia ben chiaro: basti ricordare il caso Rosenberg).

Ma che si organizzi una cosa del genere ora il Washington Post lo scrive a chiare lettere in un articolo in cui racconta come la CiA recluti i russi.

L’intelligence statunitense ha pubblicato su Instagram le istruzioni per i russi che, disgustati dalla guerra, intendono tradire la propria Patria. Come su Instagram? Beh, tutti social Meta sono stati banditi dal governo russo, ma i russi fanno massiccio uso di VPN per aggirare i divieti governativi. Tra i social di Zuckerberg Instagram è quello più massicciamente usato dai russi e quindi la Cia non ha faticato a trovare la sponda giusta.

La CIA è ben consapevole dell’uso della VPN presso i russi, ma incoraggia a scaricare non le versioni gratuite, ma le Premium per garantire maggiore sicurezza. Come, sempre per garantire maggiore sicurezza, consiglia di non usare i computer di casa o ufficio.

Il fatto che non ci possa essere comunicazione con la Russia è un “filo esagerato” ammette Dan Hoffman, 007 statunitense. In effetti i russi, come già scritto sopra, sono abituatissimi a eludere ogni tipo di divieto governativo.

Poi vi sono social non vietati e usatissimi: ovviamente spicca Telegram del russo antiputiniano Pavel Durov. Il Dipartimento di Stato americano ha organizzato una chat coi russi che ha avuto 2,3 milioni di contatti.

La maggioranza dei contatti ha raccontato opinioni fortemente critiche sul governo USA, ma pure da lì si raccolgono informazioni che interessano gli Stati Uniti.

Ci si domanda come mai la censura russa non sia efficace come quella cinese. Va detto che Putin cercò già di bloccare Telegram, ma fu del tutto inutile. Il problema risiede nel terrore di Putin di perdere popolarità visto che diverse piattaforme bloccate erano utilizzate dai russi per fare business. Per questo non si procede al blocco totale.

Questo potrebbe essere un punto debole che gli americani stanno ahimé sfruttando e che il controspionaggio russo pare non essere in grado di contrastare.

ANDREA SARTORI

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