Che oramai quella sanitaria sia una vera e propria religione non ci piove. Una religione con le sue liturgie, col suo battesimo ovvero il vaccino, con la mascherina al posto del crocifisso (quanti hanno sostituito il rosario sul cruscotto con la mascherina?), coi suoi profeti come Bill Gates e i suoi sacerdoti come Burioni e Bassetti. E con gli eretici, ovvero quei medici, filosofi e giornalisti che mettono in dubbio il verbo.

Una religione che potrebbe far concorrenza al Cristianesimo, se non fosse per il fatto che la Chiesa ha accettato questa religione ricusando il Cristo. E’ di questi giorni un articolo di Francesco Borgonovo su “La Verità” in cui racconta come la Caritas di Asti abbia confuso Dio col vaccino. In un manifesto in cui reclamizza una raccolta fondi per la campagna vaccinale in Sud Sudan ecco che campeggia una gigantesca siringa con la scritta tratta dal Vangelo di Luca “I miei occhi hanno visto la Salvezza”. San Luca era un medico, ma con salvezza intendeva il Cristo, non certo qualche farmaco.

In realtà non c’é di che stupirsi. La sacralizzazione del vaccino è sotto gli occhi di tutti. Chi mastica un po’ di Storia del Cristianesimo pensa a Gesù tra i lebbrosi o a San Carlo Borromeo che va a dare la Comunione, senza alcuna protezione e rigorosamente in bocca, agli appestati. Chi va a messa da un anno a questa parte ha visto l’acqua santa sostituita dal gel igienizzante o il sacerdote che si igienizza le mani prima di dare il Corpo di Cristo. Tutto questo sarebbe, tecnicamente parlando, sacrilegio. E se prima abbiamo citato San Carlo e lo stesso Gesù che andavano in mezzo a lebbrosi ed appestati, cosa dire della Cei che raccomanda il nuovo sacramento sanitario per accedere in parrocchia?

Il fisico ha sostituito il metafisico. La salute di un corpo, destinato comunque a morire, viene preposta a quella dell’anima immortale. Va detto che la Chiesa non è l’unica istituzione religiosa ad essere stata hackerata dal nuovo idolo sanitario: i buddisti tibetani non stanno messi meglio e i musulmani sono costretti a sottostare al green pass per compiere il Pellegrinaggio alla Mecca, uno dei pilastri dell’Islam.

Tutto questo si configura come una gigantesca lotta contro la spiritualità stessa, un materialismo eretto a religione che leva ogni speranza agli esseri umani. Con le autorità religiose conniventi.

Nel racconto dell’Anticristo dello scrittore russo Vladimir Solovev l’anticristo non parla male di Gesù, anzi, lo considera un grande maestro. Ne nega la Resurrezione però. Quello che sta accadendo ad una Fede ridotta sempre di più a mero fenomeno sociale, ma che non affronta più i problemi dell’Immortalità preferendo concentrarsi su un corpo comunque mortale. E questo ha portato a sostituire il Cristo con una siringa.

ANDREA SARTORI

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