Ieri era la giornata mondiale contro l’omotransfobia. Per carità, giusto battersi contro ogni tipo di discriminazione, e sappiamo quanto gli omosessuali siano tuttora discriminati in determinati Paesi come il Qatar che ospiterà i Mondiali di calcio o l’Algeria che dovrebbe darci il gas, posti in cui l’omosessualità è reato penale. Il problema è che quasta cosa si sta trasformando in ideologia, e viene proposta nelle scuole.

Ieri un gruppo di saronnesi ha scritto una nota molto critica riguardo la giornata contro l’omotransfobia nelle scuole primarie. “Parlare di omofobia, bifobia e transfobia presuppone di parlare a bambini e bambine già dai 6 anni (!) di omosessualità, bisessualità, transgenderismo e transessualità. Il rischio di confonderli o peggio traumatizzarli in un’età delicatissima è molto concreto – si trova scritto nella nota – Non nascondiamocelo, c’è una differenza grande come una casa tra la legittima scelta circa il proprio orientamento sessuale responsabilmente deciso e la propaganda zelante di un certo orientamento sessuale indirizzata ai minori”. Ecco il problema: la propaganda verso minori: la discussa legge “omofoba” russa parlava di questo, ovvero di propaganda verso i minori, e qui si nota l’ipocrisia di chi crocifigge la Russia che si limita a emttere paletti sulla propaganda gay ma lascia che ci siano gay club a Mosca mentre andiamo a fare i mondiali in Qatar, dove gli omosessuali vengono lapidati, o andiamo a chiedere il gas all’Algeria dove ci sono tre anni di galera per i gay..

Torniamo alla propaganda verso i minori. Sempre questa lettera di genitori di Saronno precisa che “In una scuola elementare, non a Saronno, si è svolto un progetto di educazione sessuale e affettiva che prevedeva di parlare davanti a bambini e bambine di 10 e 11 anni di masturbazione, orgasmo, preservativo, pillola anticoncezionale, come fare sesso, essere transgender, genderfluid, genderless… Questi progetti sono spesso promossi o gestiti da persone e gruppi politici che mirano a diffondere una loro ideologia di famiglia, sessualità, matrimonio, genitorialità, utero in affitto (o più morbidamente detto gestazione solidale), scavalcando così il diritto/dovere costituzionale dei genitori di educare i propri figli sulla base dei propri convincimenti familiari, morali e culturali”

Eccolo il problema. Che sta diventando grave e ovviamente non è solo italiano. Anzi, la proverbiale “arretratezza” del Bel Paese in questo caso ha avuto una funzione positiva, ritardando l’arrivo di alcune storture. Nella “douce France” succede di peggio: ci sono i corsi di svirilizzazione.

“Riuniti nella natura in sessioni costose per esplorare la propria mascolinità e riflettere sul loro rapporto con le donne, un gruppo di uomini mette in dubbio i diktat della virilità. Un approccio che riecheggia il movimento #MeToo ma non è privo di ambiguità” così Libération in un suo articolo parla di questi corsi francesi contro la cosiddetta “toxic masculinity”, una “battaglia” oggi sponsorizzata da rockstar “gederfluid” come i Maneskin, perfetti prodotti studiati a tavolino nel pieno del conformismo di regime, al contrario delle vecchie star del glam rock come David Bowie e Freddie Mercury che usavano l’ambiguità sessuale in epoche in cui farlo era realmente un “epater la bourgeoise” e non aveva fini politico-ideologici. come sottolineato dallo storico chitarrista dei Queen Brian May.

La battaglia contro la “toxic masculinity” che riguarda tutto ciò che è eroico e forte confusa con la battaglia contro la discriminazione contro l’omosessualità, che son due cose diverse (Alessandro Magno era omosessuale, ma per gli standard attuali sarebbe un “maschio tossico”. Idem Achille e Patroclo). Ai bambini cui vengono proposti corsi di gender fluid viene anche detto che i loro eroi preferiti sono solo dei maschi tossici. Questi bambini forse non avranno nemmeno bisogno dei corsi francesi per sentirsi “meno uomini”.

Perché questa battaglia per confondere le menti dei bambini e per respingere tutto ciò che è eroico e maschile? Perché questa “propaganda omosessuale” non è un semplice (e sacrosanto) insegnare che una persona non va discriminata in base all’orientamento sessuale. E’ una cancellazione vera e propria del genere sessuale che cercano di inculcare sin da piccoli. Da un lato c’é l’ideologia: quest’epoca vuole arrivare alla cancellazione di ogni tipo di identità. Probabilmente il prossimo step sarà la cancellazione dell’identità personale (un passo lo abbiamo avuto con le mascherine che cancellano i lineamenti del volto). Dall’altro business is business: l’utero in affitto sono soldini tintinnanti.

Last but not least la svirilizzazione ha probabilmente lo scopo di indebolire la psiche dell’uomo difensore dei suoi cari. Il “maschio tossico” non è solo quello che mena la compagna, ma anche quello che la difende con la forza. Il maschio tossico è anche San Giorgio che salva la principessa dal drago: questo nella loro ideologia bacata. “Virtù” deriva dal latino “vir” e in origine significava proprio virilità, eroismo. La si vuole cancellare, questa virtù

Se criminalizzi la figura dell’eroe avrai una popolazione più debole, quindi più dominabile. Meglio confonderli quindi sin da bambini.

ANDREA SARTORI

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