Sostieni il canale
1.532 di 2.000 sostenitori questo mese 76%
Dona
Salta al contenuto principale

Visione TV

a
Notizie5 Ottobre 2021

Intelligenza artificiale: la follia transumana è possibile?

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza l'intervista di Mo Gawdat sullo sviluppo dell'intelligenza artificiale, evidenziando le sue preoccupazioni per la coscienza delle macchine. Si discute anche del rischio di abuso da parte degli esseri umani della tecnologia priva di consapevolezza.
Punti chiave
  • Mo Gawdat avverte sui pericoli dell'intelligenza artificiale.
  • L'iperbole 'creiamo Dio' sottolinea la paura della coscienza artificiale.
  • Sir Roger Penrose sostiene che le macchine non possono essere autocoscienti.
  • Il vero rischio è l'abuso umano della tecnologia informatica.
  • La società sta 'robotizzandosi' a causa della dipendenza dalla tecnologia.
L'articolo

Lo scenario pare quello dei film di fantascienza. Mo Gawdat, ex dirigente di Google, parla come se ci stesse avvisando: la famigerata intelligenza artificiale avanza a ritmi inquietanti. In un’intervista al Times, Gawdat racconta di quando stava lavorando agli sviluppatori di intelligenza artificiale di Google X. Durante un esperimento banale in cui si gettavano palline a dei bracci robotici, uno di questi bracci afferrava la pallina e la teneva sollevata verso i ricercatori in un gesto che pareva di trionfo consapevole.

“E all’improvviso mi sono reso conto che questo è davvero spaventoso”, ha detto Gawdat. “Mi ha completamente congelato”. “La realtà è”, ha aggiunto, “che stiamo creando Dio”.

Pubblicità

Creando Dio è ovviamente un’iperbole per quanto riguarda un braccio robotico che alza una pallina in un gesto che può sembrare consapevole. E’ il primo passo verso la cosiddetta “intelligenza artificiale” che ha affascinato la letteratura e il cinema, da Asimov a Terminator. Ma è anche il preludio della temuta “rivolta della macchina” presente nell’immaginario fantascientifico sin dagli esordi.

La parola “robot” è una parola di origine slava derivata dal termine che indica il lavoro (in russo “rabota”) che a sua volta deriva dalla radice “rab” ovvero “schiavo”. Il robot è lo schiavo, ma lo schiavo, come Spartaco, può ribellarsi quando diventa troppo intelligente: la parola “robot” fu inventata dal drammaturgo ceco Karel Čapek per il suo dramma “Rossum Universal Robot” del 1921 dove le “macchine schiave” diventate intelligenti si ribellano all’uomo. Da qui discende tutta la letteratura e la cinematografia sulla rivolta della macchina, da Stanley Kubrick a Blade Runner passando per Westworld e alcuni anime giapponesi di genere mecha che paiono alludere al transumanesimo

Ma quel che teme Mo Gawdat può accadere? Stando al premio Nobel per la Fisica Sir Roger Penrose, non è possibile. Il grande fisico, che è arrivato anche a dimostrare la possibilità dell’esistenza dell’anima usando modelli quantistici, non si lascia incantare dalle ricerche di Google sull’AI. Nemmeno dai risultati già ottenuti dalla cosiddetta intelligenza artificiale, come quando, negli anni Novanta, il computer Deep Blue sconfisse a scacchi Garry Kasparov, uno dei più grandi campioni di sempre.

Penrose sostiene che sì, l’intelligenza artificiale può arrivare a sconfiggere uno scacchista perché si tratta di usare mosse che, seppur complesse, sono dettate da un certo meccanicismo e legate a schemi rigidissimi. Ma esiste una soglia che non può essere superata, ed è quella dell’autocoscienza.

“Dietro l’espressione “Intelligenza artificiale” ci sono almeno tre parole alle quali dovremmo prestare attenzione. La prima parola è, ovviamente, “intelligenza”. La seconda è “comprensione”. La terza parola è “consapevolezza” spiega Penrose. Molto semplicemente le macchine non sono consapevoli. Questo è anche il motivo per cui, alla fine di “2001, Odissea nello spazio”, l’astronauta comunque ha il sopravvento sul computer ribelle: perché nella sua consapevolezza l’uomo arriva a “barare al gioco”, cosa impossibile alla macchina.

Sir Penrose però sposta l’attenzione sul fattore umano dietro la macchina: se Gawdat teme un’improbabile “creazione di Dio”, il Nobel per la fisica teme l’abuso che uomini senza scrupoli possono fare di questa intelligenza artificiale.

“Ciò di cui dobbiamo preoccuparci – spiega Sir Penrose – non è se i computer e quindi ciò che chiamiamo comunemente “intelligenza artificiale” prenderà il sopravvento, bensì l’abuso che l’intelligenza naturale degli umani potrà fare di una tecnologia informatica, ovvero di una “intelligenza” priva di consapevolezza. Per questa ragione ritengo che quando parliamo di intelligenza, non dovremmo mai rimuovere l’elemento umano dalla nostra visione. Quando parliamo di sistemi controllati da algoritmi, sistemi di calcolo molto potenti e veloci, dobbiamo sempre ricordare che non sono dotati di consapevolezza. Se dunque prenderanno il sopravvento in molti ambiti della nostra società — lavoro, salute, istruzione — sarà proprio perché abbiamo dato deleghe in bianco su questa consapevolezza”.

Questo già lo vediamo. Una semplice calcolatrice tascabile  ha privato tantissimi della capacità di fare calcoli a mente. Ora la sempre più ridotta e semplificata lettura dei messaggi social ha ridotto in maniera preoccupante la capacità di comprensione di un testo scritto, di quei ragionamenti astratti tipici della nostra umanità.

Non è il robot che sta diventando “troppo umano”, siamo noi che ci stiamo “robotizzando”. E non è detto che questo non sia stato deliberatamente pianificato dai colossi del Big Tech per conto dei governi.

ANDREA SARTORI

Visione TV
AUTORE
Visione TV
Visione Tv nasce per difendere la libertà di pensiero e di espressione oggi più che mai minacciata dal pensiero unico imposto da un sistema mediatico prevalente che ha perso il senso del limite e della misura
★ Sostieni il giornalismo indipendente

Hai trovato valore in questo video?
Aiuta a tenere viva questa voce indipendente.

Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.

★ Diventa sostenitore
📚 Lettura consigliata · Visione Editore
Il moderno prometeo artificiale - Visione 02/2023
Il moderno prometeo artificiale - Visione 02/2023
Perché leggerlo: Il libro esplora l'intelligenza artificiale e il suo impatto sul potere, in linea con le preoccupazioni espresse nell'articolo.
Scopri il libro →

Discussione

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Geopolitica e informazione libera. Una televisione indipendente sostenuta da chi la guarda.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Sostieni Visione TV